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| 50 anni e forse più |
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CRONOLOGIA DI UNA LEGGENDA
La 500 del 2007 è la versione Terzo Millennio della sua genitrice, la Nuova 500 del 1957, l’auto che è entrata nell’immaginario collettivo dell’Italia motorizzata del boom economico. Prima del mitico Cinquino, nel 1936 nasce la
mamma di tutte le 500, anzi potremmo dire la nonna della nuova versione: la 500 detta popolarmente “Topolino”. L’albero genealogico dell’ultima nata di casa Fiat, ha una storia che supera il mezzo secolo, quindi. Sono oltre settant’anni. Si parte dal periodo chiuso tra le due Guerre
Mondiali, si passa per il “Rinascimento” socio-economico degli anni Sessanta italiani e si approda al 2007. Non è la storia di un’utilitaria, ma qualcosa di molto di più. È la saga di un’auto che ha cambiato le abitudini degli Italiani, rendendoli finalmente liberi di spostarsi nelle grandi distanze, spendendo relativamente poco. Èla cronologia di una leggenda che ha oltrepassato i confini del nostro Paese, diventando in tutto il mondo un simbolo del design industriale made in Italy. La 500 del 2007 questo glorioso passato ce l’ha nel DNA. Figlia dei suoi tempi, la nuova versione della City Car più amata dagli Italiani ha mantenuto le stesse forme “simpatiche” di mammà, lo stesso carattere forte, ma rassicurante. Alla base del suo magne-
tico appeal ci sono ancora le curve, le rotondità. In più, ha acquisito lo spirito dei nostri giorni. Èentrata in palestra per uscirne più robusta. Ha messo su delle belle
spalle larghe per resistere ai colpi della concorrenza, ed entrare ancora una volta nella leggenda.
UN AMORE COSÌ GRANDE
Quando il Cinquino esce di produzione, il nuovo trend per il
design delle vetture prevede tagli squadrati e forme spigolose. Nel 1975, cessa la storia di un’automobile e inizia quella di una leggenda. La 500 continua a circolare sulle strade di tutto il mondo, distinguendosi tra le
nuove utilitarie del tempo e, con il passare degli anni, diventa un oggetto di culto, idolatrato nei club che nascono un po’ dappertutto, anche in Giappone. I puristi la preferiscono al naturale, così com’è uscita dalla fabbrica, i più esigenti la truccano, la elaborano, la
stravolgono. A Garlenda, in provincia di Savona, c’è il
Fiat 500 Club Italia, riferimento per tutti i fan. Ogni
anno, in questo piccolo comune della Liguria si tiene
un meeting cui partecipano appassionati provenienti da
tutto il mondo. Ci sono anche un monumento e tra poco un museo a ricordare le gesta della piccola di casa Fiat.
Tutto questo per un’automobile fuori dal mercato da 32 anni. É fin troppo evidente che questo Amore così grande (con la
maiuscola, ovviamente) non è spiegabile se non facendo ricorso al mito, che di anno in anno si alimenta grazie alla comunicazione massmediatica degli ultimi decenni. Se si considera, infine, l’esplosione del vintage degli ultimi tempi, si può comprendere come l’immagine della 500 sia più che mai attuale e pronta a rigenerarsi con il lancio di una sua versione 2007. Esattamente 50 anni dopo, l’utilitaria diventa City Car.
DI CARTONE O IN CELLULOIDE
Al cinema, l’elenco delle comparse della 500 è lungo: è anche attrice non protagonista in film di Francois Truffault “Effetto notte” e di Luc Besson “Il Grande Blu”. Per le strade di una Torino anni Settanta, è la macchina guidata da Aldo Reggiani nel thriller sabaudo “La donna della domenica”, diretto da Comencini nel 1976 e ispirato all’omonimo best seller di Fruttero e Lucentini. Nel mondo dell’animazione, le interpretazioni più celebri del Cinquino sono legate al personaggio di Luigi in “Cars”, della premiata ditta Disney-Pixar, e quelle nella serie animata giapponese “Lupin III”, dove appare in tutto il suo giallo splendore.
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Carlo Morales |
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