Che fastidio gli ascensori chiusi così presto. io, invece, adoro lo stoccafisso alla genovese

Sono tutti e due «foresti» i protagonisti della nostra rubrica questo mese. Carlo Durando viene da Portacomaro, in provincia di Asti, ormai famoso per essere il paese d’origine della famiglia di Papa Francesco. Silvia Groppo, invece, è milanese. Entrambi, però, per lavoro vivono a Genova. Sono professori d’orchestra del teatro Carlo Felice. Lui è primo corno, lei suona il contrabbasso. Leggete che cosa ci hanno detto.


Carlo Durando Amo Genova perché…

«Non potrei mai criticare Genova. Per tante ragioni. Il clima mite e il mare sono le principali per me che vengo da un piccolo centro di campagna. Ed è sempre per questa ragione che Genova mi piace perché è una città a misura d’uomo. Il centro storico si gira a piedi e qui si trovano tutti i servizi di cui una persona ha bisogno. Più di una città, è un grande paese con una storia antica ancora molto ben visibile oggi e una cucina molto povera ma gustosissima. Lo stoccafisso alla genovese è imperdibile. E poi c’è il pesto e il pesto è il pesto».


Silvia Groppo Odio Genova perché…

«Il più grande difetto di Genova è un aspetto che le criticano molti, cioè il fatto di non saper valorizzare il suo enorme potenziale artistico e culturale. Dato che lavoro proprio in questo ambito, mi dispiace molto. Guardando alla vita di tutti i giorni, invece, credo che il problema numero uno siano i trasporti: io abito vicino al Castello d’Albertis e mi muovo con i pullman, ma la sera, quando esco da teatro, l’attesa è davvero troppo lunga. E peccato pure che gli ascensori non siano aperti almeno fino a mezzanotte».

di Lorenza Castagneri

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