«Odio genova perché è troppo schiava delle mode». «Io la amo per i ricordi. E che campanili»

I n comune hanno soltanto la partecipazione al TedX di Genova. Per il resto, Antonio Figari e Andrea Trabucco non potrebbero essere più diversi. Il primo ha studiato Giurisprudenza e ha fondato il lettissimo blog «I segreti dei vicoli di Genova», il secondo è un musicista che fa corsi di percussioni brasiliane. Il primo ha quasi sempre vissuto a Genova, il secondo ha lasciato spesso e volentieri la Liguria per viaggiare intorno al mondo, con lunghi soggiorni nel Paese sudamericano. Ma soprattutto: il primo ammette di essere follemente innamorato della sua città natale mentre per il secondo la Superba è talvolta, un po’ troppo superba. Ecco per quali motivi.


Antonio Figari Amo genova perché…

«Di Genova amo in particolare i suoi vicoli. Lì sono nato, cresciuto, vivo, lavoro e ho formato la mia famiglia. Ricordo palazzo Pinelli, nell’omonima piazza, decorato con piastrelle maiolicate arabo-spagnole, perché i suoi vecchi proprietari commerciavano con mercanti di Siviglia: lì da piccolo andavo con mio padre a far visita a due artigiani di quadri e mobili e poco tempo fa sono tornato a vederlo con mio figlio. È stata un’emozione. Amo la città perché mi stupisce sempre. Da poco sono salito sul campanile della chiesa di Santo Stefano. É l’ultima traccia del centro storico prima che venisse costruita via XX Settembre. Una scoperta bellissima. E poi che dire? Qui ci sono le mie passioni, un clima fantastico, soprattutto ci sono le mie radici».


Andrea trabucco Odio genova perché…

«Non vorrei parlare di odio, ma certo Genova deve migliorare su molti aspetti. Il primo? Questa è una piazza molto complicata. Dieci anni fa ho portato in città il primo corso di batucada brasiliana. Non è stato difficile. Di più. Le persone non si riescono a schiodare nemmeno con offerte e ribassi. Diciamo che c’è un po’ di diffidenza. Forse troppa, ma non verso tutto. Direi che Genova è un po’ schiava delle mode. Se una cosa è di tendenza, bene, altrimenti bisogna armarsi di molta pazienza. Si vede in giro. Oggi funzionano il ballo swing e la corsa. Per chi vuole riuscire in altri settori è una bella sfida. Servirebbe più coraggio. D’altra parte, però, va detto che la città è molto fedele. Una volta che si innamora di te e di quello che fai, non ti lascia più andare via».


di Lorenza Castagneri

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