Sestri Ponente

Era la Genova dell’Ansaldo e della Fincantieri, che oggi, nonostante la crisi, resistono. Ma l’epoca del triangolo industriale è lontana e la delegazione riparte puntando sui negozi e nuove aree tutte da scoprire

Sestri è l’altro centro di Genova. Quello del Ponente, degli operai e delle grandi fabbriche – Ansaldo, Fincantieri, Abb – che oggi non sono più quelle di fine Ottocento, il «periodo di massimo splendore», come recita una cartolina dell’epoca, ma provano a resistere alla crisi. È l’altra città, l’unica quasi a essere menzionata fino a quando Genova era considerata il terzo vertice del triangolo industriale e che ora, come la zona dei caruggi, prova a reinventarsi, con gli eventi, il suo nuovo porto, i negozi di marchi altisonanti che hanno sempre apprezzato la zona e continuano a farlo. E allora, la nostra passeggiata non può che partire da qui, da via Sestri, l’altra via dello shopping di Genova che, per nome e importanza, è il cuore della delegazione, anche dal punto di vista religioso. È in piazza Francesco Baracca che si trova la Basilica di Nostra Signora Assunta, costruita nei primi anni del Seicento e protagonista di una lunga polemica con la chiesa preesistente di San Giovanni Battista, per avere il titolo di parrocchia.

La storia del preboggion

Molti, invece, ricordano la vicina piazza Micone per il preboggion all’aperto, la zuppa di erbe varie che, secondo la leggenda, sarebbe stata inventata da Goffredo di Buglione, il condottiero che, nel 1096, guidò la prima crociata. La storia narra che Goffredo, rimasto a Gerusalemme dopo la vittoria, per tutelare la città non avesse tempo di occuparsi del cibo per i propri soldati. Diede, così, il compito ai propri vassalli di occuparsi della ricerca di erbe “pro Buglionis”, per Buglione. Preboggion deriverebbe dalla corruzione di questa espressione latina.

La villa di Sissi

Per fare una pausa dalle compere, il punto ideale è un’altra piazza, piazza Tazzoli, con i suoi alberi, le panchine e la nuova pavimentazione, frutto di un restauro finito soltanto due anni fa. Continuando lungo la strada, la passeggiata termina all’ingresso di villa Rossi Martini, dimora fatta costruire dalla nobile famiglia dei Lomellini nel XVII secolo, poi ceduta al ramo dei Centurione Spinola e quindi, nel 1855, acquistata all’asta dalla famiglia RossiMartini, la quale, qualche anno dopo ebbe la fortuna di avere tra i suoi ospiti Elisabetta d’Austria, la principessa Sissi entrata nella leggenda grazie ai film in cui è stata interpretata da una giovanissima Romy Schneider.

La marina

Dalla città al mare. La nuova marina di Sestri è un Porto Antico in versione ridotta anche se nemmeno tanto. Centinaia di imbarcazioni riempiono il suo specchio d’acqua e rendono questo il luogo ideale per genitori e nonni dove trascorrere un pomeriggio con i bambini. Barche a vela e motoscafi, sistemati con ordine uno accanto all’altro, li lasceranno a bocca aperta. Il posto è perfetto anche per passare una serata romantica o in compagnia in uno dei ristoranti affacciati sul porto. La scelta è ampia. Senza dimenticare che questa è la cornice di tanti eventi. Dalle sfilate di moda, agli aperitivi in musica a Yacht&Garden, che, a maggio, profuma i moli di fiori e piante mediterranee.

Il primato della filarmonica sestrese

Spesso, ad accompagnarli, è la Filarmonica sestrese, una delle più antiche bande musicali tradizionali d’Italia. Venne fondata nel 1845, quando Sestri era ancora un Comune autonomo, come scuola di musica, «con lo scopo principale di dare un’utile distrazione a tanta numerosa gioventù». Tra coloro che seguirono almeno simbolicamente l’invito c’è stato anche Goffredo Mameli, il quale il 10 dicembre 1847 a Oregina, sul piazzale antistante al Santuario della Nostra Signora di Loreto, presentò, accompagnato dalla Filarmonica il suo «Canto degli italiani», quello che tutti chiamiamo «Fratelli d’Italia», inno italiano dal 1946. Preferite la montagna? Il Monte Gazzo si trova a dieci minuti dal centro in macchina. La passeggiata è adatta a tutta la famiglia e una volta in cima gli occhi vi si riempiranno del mare di Genova.

di Lorenza Castagneri

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