Teatro della Tosse: omaggio a Luzzati

Nel decennale dalla morte del celebre scenografo e costumista, sono tanti gli appuntamenti per ricordarlo, sia sul palcoscenico sia fuori

Quando chiedi che cosa rappresenta Emanuele Luzzati per il Teatro della Tosse, il direttore Amedeo Romeo ti risponde «un esempio a non porsi mai dei limiti». «Ci ha fatto capire – prosegue – che tutto ciò che si può immaginare si può realizzare, anche in modo nuovo e semplice». Un insegnamento che, a rifletterci, si ritrova in tutte le produzioni originali della Tosse, che quest’anno dedica un lungo elenco di attività al celebre scenografo, costumista e illustratore, nonché uno dei suoi padri fondatori, scomparso dieci anni fa.

Opere vintage ritornano

Sarà l’occasione per rivedere alcuni dei lavori a cui ha collaborato Luzzati. Come «Candido – viaggio tragicomico nel migliore dei mondi possibili», scritto da Tonino ed Emanuele Conte, in cui si ritrovano i costumi realizzati a partire dai suoi bozzetti. L’opera è tornata in scena la notte di Capodanno e a gennaio. «Abbiamo scelto proprio questa perché qui le scenografie di Luzzati sono molto ricche e gli attori quasi dialogano con esse. L’ambientazione, in un certo senso, influenza lo spettacolo». Chi se l’è perso, sappia che sarà ripreso il 17 e il 18 marzo al Teatro sociale di Camogli e l’8 aprile al Palazzo del Parco di Bordighera.

Intrattenimento per bambini e adulti

E sempre a marzo, il 5, al Teatro della Tosse, ritorna «La favola del Flauto Magico operina» con i burattini di Bruno Cereseto disegnati proprio da Emanuele Luzzati che prendono a prestito le voci di cantanti lirici che si esibiranno in diretta. Uno spettacolo adatto a tutti che poi farà tappa a Camogli e quindi in tutta Italia. Infine, ai Giardini Luzzati di Genova ecco «Canta canta cantastorie», una delle opere più celebri della Tosse, in cui Luzzati, qui in veste di autore, riscrive ricorrendo a filastrocche e canzoni popolari le storie «La gazza ladra», «La tarantella di Pulcinella» e «Ali Babà». L’appuntamento è il 3 giugno, data di nascita di nascita di Luzzati, e si inserisce nel calendario dell’iniziativa Buon Compleanno Lele, giunta alla terza edizione.

Il Luzzati Lab

«Opere a parte, però, il nostro orgoglio è essere riusciti ad aprire un nuovo spazio che abbiamo intitolato a Lele e che vuole essere un centro espositivo, un luogo di incontro, un palcoscenico». Lo hanno chiamato Luzzati Lab ed è stato ricavato all’interno della Falegnameria del teatro, dove nascono le scenografie delle pièce, un capannone incastonato in un cortile interno tra vico Amandorla e stradone Sant’Agostino. Qui, dal 26 gennaio, giorno dell’anniversario della scomparsa di Luzzati, al 5 febbraio si è tenuta la  mostra «A quattro mani – I costumi teatrali di Emanuele Luzzati interpretati e realizzati da Bruno Cereseto»: trent’anni di storia raccontati attraverso bozzetti, foto di scena e costumi disegnati da Emanuele Luzzati e realizzati dal suo collaboratore di lungo corso Bruno Cereseto. «Ma ora – rivela Amedeo Romeo – stiamo valutando se allestirla anche in altre location».

“Trent’anni di storia raccontati attraverso bozzetti, foto di scena e costumi disegnati da Emanuele Luzzati e realizzati dal suo collaboratore”

Gli altri eventi


Questa non sarà l’unica esposizione incentrata sul maestro. A maggio, il Centro Studi Emanuele Luzzati inaugura al museo Luzzati di Porta Siberia “Labirinto Luzzati”, un percorso attraverso le varie fasi artistiche dello scenografo: dalla formazione ai primi documenti grafici agli spettacoli teatrali per La Fenice, La Scala, il Teatro Stabile di Genova, dalle illustrazioni, realizzate anche per il Corriere della Sera, all’arredo, alle ceramiche per arrivare al cinema d’animazione. Ma Luzzati, nato in una famiglia di origine ebrea, sarà omaggiato da ottobre a dicembre anche dal Museo Ebraico che, grazie al lavoro del Centro culturale Primo Levi, espone la collezione delle sue opere di proprietà della Comunità ebraica, arricchita da pezzi di collezioni private e dell’archivio privato dell’artista. Nello stesso periodo, alla Loggia della Mercanzia di piazza Banchi arriva un’altra vetrina sulla sua figura e sul ruolo che Luzzati ebbe nel teatro. La cura il professor Eugenio Buonaccorsi.

di Lorenza Castagneri

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