Una gita di primavera a Levante

Da Recco a Sestri Levante, passando per Camogli, Santa Margherita, Portofino, Rapallo: dove andare in una giornata di vacanza

La prima tappa non può che essere Recco. Perché non esiste una gita nel Levante ligure senza fare una sosta per gustare la focaccia con il formaggio, quella vera, dato che l’Unione Europea, attribuendo al mitico piatto il marchio di Indicazione geografica protetta, ha stabilito che può vantare il nome “Focaccia di Recco” soltanto quella prodotta qui e nelle vicine Sori, Avegno e Camogli. Proprio quest’ultima può essere l’occasione per una seconda pausa. Magari per un gelato o per una passeggiata, nella sua parte bassa, tra il porticciolo quadrato sempre affollato di barche di pescatori, e il lungomare che comincia dalla basilica di Santa Maria Assunta. Non dimenticate di entrarci, se ne avete la possibilità. Il suo interno vi stupirà: un trionfo dello stile barocco, con decorazioni in oro, marmi policromi, stucchi, affreschi, luci splendenti. Un mondo che non ti aspetteresti di trovare in questo borgo marinaro così semplice di cui ancora oggi non si conosce con chiarezza l’origine del nome. Sembra che siano del tutto fantasiose le voci secondo cui Camogli (Camoggi, in genovese) significherebbe “casa delle mogli”, le quali rimanevano a casa da sole aspettando il ritorno dei mariti imbarcati, o da Cà a muggi ovvero “case a mucchi”, per la particolare disposizione delle case. È assai più probabile che il nome derivi da Camulo o Camulio, nome attribuito a Marte dai Sabini ed Etruschi, oppure da Camolio, divinità Gallo-Celtica. Tornando alla passeggiata. Non vi spaventa fare un po’ più di fatica? Allora attrezzatevi. Perché da Camogli partono numerosi sentieri che conducono fino al monte di Portofino, da cui si può godere di una vista meravigliosa del Golfo di Genova. Da lì, poi, si può scendere fino alla spiaggetta di San Fruttuoso, che si raggiunge soltanto così o via mare. Costruita nel X secolo a opera di monaci greci, nel tempo venne abbandonata, fu utilizzata come abitazione e ristrutturata solamente nel 1933. Dal 1983, è proprietà del Fai, il Fondo ambiente italiano. L’alternativa, per chi ha poco tempo, è prendere il treno o la macchina e puntare verso Santa Margherita Ligure, con i suoi negozi chic, le vetture all’ultimo grido che solcano le sue strade a picco sul mare, la cura che c’è in ogni minimo dettaglio. D’altra parte, Santa è l’icona della dolce vita ligure per eccellenza e non ci vuole molto ad accorgersene. E poi, c’è l’immancabile sosta a Portofino, «un piccolo villaggio che si allarga come un arco di luna attorno a questo calmo bacino», come lo definì uno de suoi tanti estimatori, lo scrittore francese Guy de Maupassant. La fama internazionale del borgo è nota, la piazzetta abbracciata alle case colorate è meta fissa delle celebrità che visitano la Liguria e il porticciolo ha fatto da sfondo a un lungo elenco di film. Nel 2013 vi sono state girate alcune scene del terzo film di Checco Zalone «Sole a catinelle» e di «The Wolf of Wall Street» di Martin Scorsese, nel 2014, invece, la cantante Lana del Rey ha girato lì il video per il suo singolo «Ultraviolence», tratto dall’album omonimo. Il video, diretto da Francesco Carrozzini, allora fidanzato della cantante, le vede vestita da sposa e con un bouquet di gigli in mano camminare lungo un sentiero circondato dalla vegetazione per poi arrivare alla Cappella di San Sebastiano. Fare un salto a Portofino potrebbe essere l’occasione per scoprire tutte le sue apparizioni celebri. Se, invece, preferite un ambiente più informale, a qualche chilometro c’è Rapallo, con il suo centro storico pieno di negozi di specialità liguri, boutique di gusto e tavolini, dove concedersi una merenda. Ora la cittadina è anche collegata a Portofino dal «red carpet», il tappeto rosso lungo otto chilometri, inaugurato solamente l’anno scorso e subito entrato nel Guinness dei Primati. Avete ancora un po’ di tempo? Allora merita fare un salto anche a Sestri Levante. Se non ci siete mai stati, a un primo sguardo, forse la cittadina non vi colpirà più di tanto, ma per giudicare dovete addentrarvi nella sua parte più storica e, soprattutto, arrivare alla baia del Silenzio, una sottile striscia di sassolini a ridosso del mare che sembrerà quasi un paradiso in Terra, perché questo lembo di costa è davvero avvolto nella quiete che nemmeno i bagnanti e le barche riescono a rovinare. Ma Sestri è nota per essere la «città dei due golfi». L’altra è la baia delle Favole, ribattezzata così niente meno che da Enzo Tortora, in onore ad Hans Christian Andersen, l’autore de «La Sirenetta» e «Il brutto anatroccolo», che qui soggiornò nel 1833. A lui è dedicato anche il Premio Andersen, concorso letterario dedicato alle letture per bambini e ragazzi, che ogni anno si svolge a fine maggio.


di Lorenza Castagneri

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