I salvatori di semi

Dalla lattuga della nonna, alla zucca più pastosa; dal pomodoro lungo, al fagiolo di una volta. I contadini da sempre barattano tra di loro i semi ma questo fenomeno sta assumendo un significato più profondo

Si danno appuntamento nelle fiere o tramite gruppi Facebook. Oltre a confrontarsi sugli ultimi metodi di coltivazione l’obiettivo dei loro incontri è lo scambio di semi. Dalla lattuga della nonna, alla zucca più pastosa; dal pomodoro lungo, al fagiolo di una volta. I contadini da sempre barattano tra di loro i semi ma questo fenomeno sta assumendo un significato più profondo.

Il libero scambio tra coltivatori è stato da sempre un tassello fondamentale per la conservazione della biodiversità. Ma, come descritto bene nel documentario del 2014, “La guerre des graines” di Stenka Quillet e Clément Montfort, l’entrata a gamba tesa delle multinazionali nell’agricoltura, mette a dura prova questo equilibrio. C’è una guerra in atto fatta a suon di brevetti, di semi ibridi – e pertanto ogni nuova stagione devono essere ricomprati e ripiantati per essere sicuri di avere una produzione uguale a quella dell’anno precedente – di fertilizzanti e pesticidi che sono venduti insieme al kit dei semi, che annullano così la diversità culturale e i saperi che nel tempo si sono tramandati. Dietro questa operazione ci sono cinque multinazionali che già controllano metà del mercato. 

Per preservare e tutelare la biodiversità in tutto lo stivale nascono spontaneamente luoghi, virtuali e non, dove recuperare, custodire i semi e per creare una banca di semi autoctoni, regione per regione. Un patrimonio che racconta storie interessanti, frutto della passione di tanti contadini, che hanno selezionato negli anni la loro lattuga migliore o il grano più forte. 

Sempre in questa direzione risale al 2007 la rete Semi Rurali

(www.semirurali.net) fondata per “ricordare a tutti che la biodiversità agricola va conservata, valorizzata e sviluppata nelle campagne di tutto il mondo e dagli agricoltori, prima di tutto”. La Rete è formata da 30 associazioni italiane e, da statuto, “sostiene, facilita, promuove il contatto, il dialogo, lo scambio e la condivisione di informazioni e iniziative tra quanti affermano i valori della biodiversità e dell’agricoltura contadina e si oppongono a ciò che genera erosione e perdita della diversità e all’agricoltura mineraria basata sulla monocoltura intensiva e/o sulle colture geneticamente modificate”.

Le banche dei semi nel mondo

Il 2010 è stato l’Anno internazionale per la biodiversità e in vista di questa occasione sono nate numerose banche dei semi (chiamate banche del germoplasma che è il materiale ereditario trasmesso alla prole mediante le cellule germinali in grado di permettere di preservare in modo diretto la biodiversità – fonte wikipedia).  Tra le Banche dei semi senza scopi di lucro c’è la Millennium Seed Bank, ospitato dal Wellcome Trust Millennium nel West Sussex in Inghilterra, lo Svalbard Global Seed Vault nelle isole Svalbard nel mare Glaciale Artico, nata da un progetto
del Fondo mondiale per la diversità delle colture (Global Crop Diversity Trust) finanziato dal governo norvegese.

Le Banche dei semi in Italia

Anche in italia vi sono numerose banche dei semi legate a livello regionale. Nel 2005 è nata la rete Ribes, Rete Italiana Banche del germoplasma per la conservazione Ex situ della flora spontanea italiana (www.reteribes.it). Il protocollo d’intesa è stato sottoscritto a Trento nel 2005 da 18 istituzioni, principalmente orti botanici universitari, ma anche amministrazioni locali, musei naturalistici, parchi nazionali, onlus e società commerciali. Oggi fanno parte della Rete: Banca del Germoplasma delle Alpi sud occidentali, Lombardy Seed Bank, Trentino Seed Bank, Laboratorio per la conservazione della diversità vegetale ligure, GB Hanbury, Banca del Germoplasma di Padova, Banca del Germoplasma di Pisa, Banche del Germoplasma livornesi, Banca del Germoplasma di Perugia, Banca del Germoplasma delle Marche, Banca del Germoplasma della Tuscia, Banca del Germoplasma di Roma, Banca del Germoplasma della Majella, Banca del Germoplasma della Sardegna, Banca del Germoplasma di Palermo, Banca del Germoplasma di Catania.

Info

Calendaio incontri di scambio sementi 2017 su www.semirurali.net

“Il libero scambio tra coltivatori è stato da sempre un tassello fondamentale per la conservazione della biodiversità”

di Maria Grazia Belli

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