Lago d’autunno

Se i turisti italiani scelgono tra mare e montagna, spesso sono gli stranieri a prediligere le bellezze dei laghi. È ora anche per noi di riscoprire la meraviglia a un passo da casa nostra, a cominciare dal Lago Maggiore

La cosa bella dei laghi è che, anche quando è ormai finita l’estate, conservano intatto il loro fascino. In questo, il lago sa vincere sul mare, che una volta andato via il sole della bella stagione, risulta spesso un po’ malinconico e triste, con il ricordo delle belle giornate passate in spiaggia. Il lago, invece, con i suoi alberi verdi tutto intorno e i paesini che ci si affacciano, con qualche nuvola in più assume un aspetto ancor più romantico. Basta guardare il Lago Maggiore, che di romanticismo ne ha da vendere, in qualsiasi periodo dell’anno. Con le sue valli, le sue colline, i fiori, i castelli e le ville e – attrazione di rinomata bellezza – le sue isole Borromee, l’area intorno al Lago Maggiore merita veramente una visita approfondita. Una zona divisa tra Svizzera e Italia, caratterizzata da una natura rigogliosa e spesso incontaminata.

Il verde intorno al lago: parchi e oasi faunistiche

Intorno al Lago Maggiore – forse non tutti lo sanno – si trova una delle aree più verdi dell’intero territorio italiano, con zone protette come il Parco Nazionale della Val Grande (la zona selvaggia più estesa d’Italia), o il Parco Regionale dell’Alpe Veglia e Devero. Sulla sponda piemontese del Lago poi, si trovano diverse riserve naturali, come la Riserva di Fondotoce, a Verbania, o la Riserva di Dormelletto, o ancora il Parco Naturale dei Lagoni di Mercurago, ad Arona. Quest’ultima zona, grazie alla diversità dei panorami che offre, è un’infinita riserva di percorsi di trekking più o meno impegnativi: qui si può, ad esempio, decidere di perlustrare le zone palustri, con le rare specie di flora acquatica che le popolano, oppure camminare nei boschi, tra scoiattoli e volpi. O ancora, si può optare per un percorso archeologico, con una visita alle necropoli di Motto Lagone e di Motto Caneva. Tra una riserva e un’oasi WWF, l’area naturale più celebre della zona è certamente il Parco del Ticino, una riserva naturale nella provincia di Novara, costituita da un’ampia vallata e ricchi boschi che si estendono intorno a un fiume, creando quella che è sempre stata una ricca zona agricola, come testimoniano le vecchie cascine e i mulini (su tutti, è possibile visitare il Mulino Vecchio di Bellinzago, restaurato di recente).

L’eleganza sull’acqua: le isole Borromee Il Golfo Borromeo, sulla sponda piemontese, è probabilmente la zona turisticamente più celebre del Lago Maggiore, con un meraviglioso paesaggio naturale arricchito dalle bellissime residenze della zona, con ville e giardini incantevoli. Su tutti, da non perdere il giardino botanico di Villa Taranto, a Verbania: un’area di circa 160mila metri quadrati, con sette chilometri di viali che si snodano attraverso quello che è uno dei giardini più belli e rigogliosi del mondo. Costruito negli anni Trenta dal capitano scozzese Neil Mc Eacharn, oggi il giardino di Villa Taranto ospita numerose specie botaniche rare e l’antico erbario del capitano. Davanti a Stresa, poi, si trovano le famosissime isole Borromee, raggiungibili con un battello e caratterizzate da un’unica atmosfera regale. L’Isola Madre, la più grande delle tre, ospita un esteso giardino botanico (unico per la varietà di essenze vegetali rare e provenienti da ogni parte del mondo) e un elegantissimo palazzo (il Palazzo Borromeo, appunto), riaperto al pubblico nel 1978, arredato con preziosi pezzi provenienti dalle varie dimore della famiglia Borromeo. Notevole in modo particolare è il salotto veneziano del palazzo, caratterizzato da una decorazione sulle pareti che regala la sensazione di essere in un giardino fiorito. Caratteristica è inoltre la collezione di teatrini delle marionette di casa Borromeo, che viene qui conservata. C’è poi l’Isola Bella, che fino al 1630 era un semplice scoglio abitato da pescatori, e che fu trasformata completamente grazie a un grandioso progetto iniziato all’inizio del Seicento. Questa trasformazione si concluse con la costruzione del suo palazzo barocco e del suo giardino all’italiana alto trentasette metri e disposto su dieci terrazze discendenti, teatro di splendide fioriture alternate a statue, obelischi, balaustre in pietra e scalinate. Infine, l’Isola dei Pescatori, l’unica che non appartiene alla famiglia Borromeo e l’unica a essere stabilmente abitata.

La nobiltà che circonda il Lago: ville e castelli

Oltre ai palazzi e ai giardini delle Isole Borrromee, numerose sono le architetture che circondano il Lago e che testimoniano la ricchezza e la nobiltà di queste terre. A Stresa, ad esempio, sorge Villa Ducale (il cui vero nome è Palazzo Bolongaro), una villa seicentesca che fu residenza della duchessa Elisabetta di Genova, madre della futura regina Margherita, e che oggi ospita il Centro internazionale di studi rosminiani (il filosofo Antonio Rosmini visse infatti qui per un breve periodo). Tra i castelli, di sicuro effetto sono i Castelli di Cannero, uno degli scorci più suggestivi del Lago Maggiore. Si tratta dei ruderi di due antichi castelli, costruiti tra l’XI e il XII secolo, situati su tre isolotti rocciosi. Affacciate sul Lago, poi, si trovano la Rocca Borromea di Arona e la Rocca Borromea di Angera. La prima, che diede i natali a San Carlo Borromeo, fu a lungo uno dei punti di controllo strategici della zona, ed è oggi un parco pubblico con una splendida vista sul lago. La Rocca di Angera, invece, è oggi sede del Museo della Bambola e del Giocattolo, e ha delle bellissime sale storiche con meravigliosi affreschi recentemente restaurati e un giardino medievale molto visitato dalle scolaresche. Non è un caso se le origini di questa zona sono antichissime, come dimostrano le numerose aree archeologiche. Qui, infatti, tra aree naturali incontaminate, antichi castelli e ville d’altri tempi si respira il fascino della grande storia. Un fascino riconosciuto internazionalmente, con un gran numero di siti sul Lago Maggiore che negli anni sono stati dichiarati Patrimonio dell’Unesco, e che meritano davvero di essere scoperti da un numero sempre maggiore di turisti.

di Valentina Dirindin

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