Alla fonte di tutto

«Il nostro corpo è composto per i due terzi d’acqua: quindi meglio scegliere un’acqua buona, no?». Questa è la filosofia di Antonio Pola, amministratore delegato di acqua Lauretana, che ci ha raccontato il successo di un’azienda da sempre legata al territorio.

«Si fa presto a dire acqua. In realtà, bisogna capire che c’è acqua e acqua». È categorico Antonio Pola, amministratore delegato di Acqua Lauretana, quando spiega che è necessario sostenere sempre di più la cultura dell’acqua. «L’Italia è un Paese dove si è incredibilmente diffusa la cultura dell’alimentazione: per fortuna oggi sempre più persone scelgono con maggiore attenzione ciò che consumano, prediligendo prodotti di provenienza sicura e sana». Non a caso il mercato del biologico, nel nostro Paese, ha avuto nel 2017 un aumento di quasi il 20% all’interno della Gdo, con una spesa da parte dei consumatori italiani che è più che triplicata al 2009 (dati Nielsen). In effetti, verrebbe da dire osservando le abitudini quotidiane, spesso questa attenzione al consumo non riguarda l’acqua minerale. «Eppure – evidenzia Antonio Pola – non si può non comprendere la differenza che c’è tra un acqua minerale che viene estratta da una falda in pianura, a volte in un territorio vicino a discariche industriali o in zone agricole , dove vengono utilizzate notoriamente sostanze chimiche, e un acqua minerale che sgorga spontaneamente in montagna, vicino a ghiacciai, limpida e pura in un territorio incontaminato». Quando parla di acqua di fonte, Antonio Pola, si riferisce alla “sua” acqua, quella grazie alla quale, a fianco del presidente della società Giovanni Vietti, ha trasformato Lauretana in un’azienda d’eccellenza del territorio del Biellese. Una realtà imprenditoriale nata negli anni Sessanta, quando Teresio Rossello, camminando in montagna, scoprì una sorgente in una località di nome Caruzza, nel comune di Graglia, a oltre mille metri di altitudine. Un luogo incontaminato, lontano da insediamenti industriali e civili, che – evidentemente – aveva regalato un’acqua purissima. «Quando la portò ad analizzare all’Istituto di Chimica dell’Università di Torino, gli dissero che era un’acqua eccezionale. – racconta l’Ad di Lauretana – Non soltanto era buona, ma aveva caratteristiche che la differenziavano dalle altre acque in commercio: ad esempio, un residuo fisso bassissimo, che significa una bassa concentrazione di metalli, il che la rende l’acqua più leggera d’Europa e forse del mondo». Il residuo fisso non è altro che la quantità di residuo dei sali, e si misura dopo aver fatto evaporare l’acqua a 180 gradi: quel che resta, espresso in milligrammi al litro, è l’accumulo di sali inorganici che la caratterizza. Con soli 14 milligrammi di sali dissolti per litro, l’acqua Lauretana è estremamente leggera, ed è una delle caratteristiche per cui viene pubblicizzata, a partire dal claim, che appunto la indica come “l’acqua più leggera d’Europa”. Il primo stabilimento dell’azienda fu costruito a circa 850 metri di altitudine nei pressi della fonte, dalla quale l’acqua veniva convogliata direttamente per caduta spontanea attraverso tubazioni in acciaio inox. L’attività di imbottigliamento iniziò nel 1965 e l’acqua commercializzata fu denominata Lauretana, in onore della Madonna nera di Loreto a cui è dedicato il santuario del Sacro Monte di Graglia. Negli anni l’azienda, partita con una vocazione territoriale, ha preso un’impronta prima nazionale e poi anche internazionale (oggi il mercato internazionale rappresenta circa il 20%), grazie alla diffusione di quella maggiore attenzione nei consumi e nelle scelte degli acquirenti italiani di cui parlavamo poco sopra. Inizia infatti in quegli anni a diffondersi la scelta di comprare l’acqua minerale, a causa dell’invecchiamento delle reti idriche comunali che spesso non riescono a garantire in casa un’acqua di qualità, sia da un punto di vista di gusto, sia da un punto di vista di caratteristiche. «Senza contare che l’acqua del rubinetto è comunque un’acqua “morta”, visto che c’è l’obbligo di disinfettarla con il cloro», sottolinea Antonio Pola. Lauretana coglie il trend e conquista la sua fetta in quello che ai tempi è un mercato in espansione. Oggi, Lauretana si presenta al pubblico con un alto posizionamento, mettendo in risalto le sue caratteristiche di bontà, purezza e di attenzione alla salute, vista la bassa concentrazione di sali e l’assoluta mancanza di metalli pesanti o dannosi, come l’arsenico. «Siamo presenti nel mercato dell’alimentazione biologica come acqua leader – spiega il dottor Pola – perché il nostro tipo di pubblico è indubbiamente quello di un consumatore attento a uno stile di alimentazione sano e corretto». Non a caso, Lauretana sceglie i suoi testimonial spesso nell’ambito sportivo: ultimo in ordine temporale è il calciatore Claudio Marchisio, che appunto indica Lauretana come la sua “acqua di benessere”. Non solo sport ma anche alta gastronomia: Lauretana, oltre a essere sovente sponsor di grandi eventi legati al tema food (come Golosaria a Milano) è infatti anche un’acqua estremamente utilizzata nel campo della ristorazione di livello. «Oggi siamo presenti nella maggior parte dei ristoranti stellati italiani e non solo – spiega Antonio Pola-, da Del Cambio a Torino a Heart, il nuovo locale dei fratelli Adrià a Ibiza. È un mercato che ci interessa molto, ed è estremamente gratificante vedere la nostra acqua abbinata alla più grande creatività in cucina». Un’acqua che sulle tavole stellate sa posizionarsi anche con eleganza, grazie alla bottiglia firmata Pininfarina. Un design che «in tanti hanno provato a copiare e a riprendere», dice Pola, e che testimonia l’attenzione di quest’azienda per la contemporaneità e per le arti. Attenzione che si traduce anche in una partecipazione attiva in molte stagioni di Artissima, la Fiera Internazionale dell’Arte Contemporanea, evento cardine dell’autunno torinese. Per diverse edizioni, Lauretana è stata sponsor di Walkie Talkies, il progetto di Artissima per promuovere il dialogo all’interno della fiera: un modo per ricreare colloqui informali attraverso gli stand tra curatori e collezionisti, che si propongono di fare da guida accompagnando i visitatori e spiegando loro qualche segreto dell’arte contemporanea. «Ad alcune edizioni abbiamo anche partecipato coinvolgendo qualche artista, come Pistoletto, Gianfranco Baruchello, Daniele Galliano, Carla Accardi: tutti loro hanno realizzato per l’evento delle etichette speciali di Lauretana», racconta l’Amministratore Delegato dell’Azienda. Un approccio che, promettono dall’azienda, rimarrà invariato anche in futuro, perché quella per il mondo artistico è un’attenzione che non si vuole perdere, e che è anche legata alle valutazioni sul target di riferimento: «Pensiamo che il nostro pubblico ideale sia un pubblico che ha una sensibilità particolare, che sceglie i suoi consumi con attenzione e competenza. – spiega Antonio Pola – Lo stesso tipo di sensibilità che ci sembra sia legato al pubblico dell’arte, contemporanea e non solo.»


di Valentina Dirindin

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