LIBRI: i classici che avremmo voluto leggere

di Marta Ciccolari Micaldi

Se tornassimo ragazzi oggi e potessimo essere i professori di noi stessi, quali sarebbero i classici che ci faremmo leggere durante le vacanze estive? Sarebbero gli stessi che abbiamo effettivamente letto oppure altri, magari più attuali e più vari? Proviamo a scoprirne alcuni.

Il signore degli anelli, J.R.R. Tolkien

In tempi e luoghi remoti, per mano di personaggi immaginari e magici, si svolge una delle lotte più simboliche dell’uomo e dell’intera umanità: quella contro il potere malvagio. Scritta con grande maestria e stile, l’opera di Tolkien tesse il profilo di un mondo molto complesso e variegato, in cui le gesta di ogni personaggio, le sue lotte interne, i suoi valori e i suoi limiti diventano essenziali e molto appassionanti.

 

 

Dio di illusioni, Donna Tartt

Cinque studenti – giovani e viziati – in un piccolo college del Vermont, un professore di greco fuori dagli schemi e molto seducente, un crimine apparentemente sepolto nel passato, alcol droga e giochi d’amore. Finché quello che si pensava sepolto non torna a galla. Per mano di un altro studente, una voce narrante che mette insieme passato e presente per sfuggire alla dinamica più crudele di tutte: sentirsi tagliato fuori, voler far parte di un gruppo e non poterlo essere.

 

 

Norwegian Wood, Haruki Murakami

Dallo scrittore giapponese più importante e famoso dei giorni nostri arriva un romanzo perfetto per chi sta imparando a conoscere se stesso e a difendere la propria autenticità quando si tratta di interagire con gli altri o di sentirsi parte di un gruppo. La storia di Toru, simile a quella del Il giovane Holden di J.D. Salinger, racconta di dubbi, fughe, scelte e due amori. Due amori tra cui dispiegare la vita e la morte.

 

 

Narciso e Boccadoro, Herman Hesse

Due giovani, due temperamenti, due anime opposte eppure inscindibili nella loro amicizia: Narciso, dotto, ascetico, religioso e Boaccadoro, artista, edonista, vagabondo. Nel confronto tra i due, nel rapporto che li lega, l’autore discute un vecchio e mai risolto conflitto umano: il legame tra la passione e la ragione, tra la natura e lo spirito, tra l’eros e il logos. E lo fa con una delicatezza narrativa che rende questo romanzo uno dei migliori di tutti i tempi.

 

Il racconto dell’ancella, Margaret Atwood

Il romanzo che vorremmo leggere per capire qualcosa del nostro presente e, soprattutto, per evitare che le tendenze autoritarie e oppressive del nostro presente forgino il futuro che ci aspetta. Soprattutto il futuro delle donne. La storia, infatti, narra le vicende delle ancelle, le uniche donne che possono ancora procreare dopo una devastante catastrofe nucleare, le vere prigioniere di una società che bada agli interessi di pochi calpestando i diritti di molti.

 

Il vecchio e il mare, Ernest Hemingway

Il rapporto più antico del mondo: quello dell’uomo con la propria ostinazione, il proprio desiderio, il proprio coraggio. Ambientato quasi completamente in mare (il Mar dei Caraibi), il grande classico di Hemingway racconta l’avventura di un uomo alle prese con la propria preda, un enorme pesce catturato dopo ben 84 giorni, poi legato all’imbarcazione e infine consumato dagli elementi ancor prima di riuscire ad arrivare a terra.

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