Japan Week: il Giappone a Torino

Dal 19 al 25 ottobre si è tenuta a Torino la Japan Week: per chi se la fosse persa, abbiamo pensato a una mappa della Torino orientale, per trovare in città un angolo di Giappone.

Una Mole Antonelliana trasformata in Pagoda: era questo il simpatico logo della Torino Japan Week, la settimana di approfondimento della cultura giapponese.
Uno spazio per conoscere meglio tradizioni, usi e costumi di un popolo antichissimo, che forse crediamo di conoscere (vedi alla voce sushi e sashimi), ma che va molto oltre gli stereotipi e le mode.
Per questo, se vi siete persi gli eventi e i laboratori della Japan Week, non disperate. Abbiamo pensato di costruire per voi un piccolo itinerario, mostrandovi quel che c’è di autentico Giappone a Torino, in attesa di prendere un volo per scappare in vacanza a Tokio.

MAO: il cuore orientale di Torino

Una visita giapponese in città non può che iniziare da qui. Il MAO, Museo di arte orientale, è stato una scommessa della città, che ha indubbiamente accresciuto il livello dell’offerta culturale con un nuovo grande e prezioso museo, culla della cultura orientale. Già dall’ingresso al museo, il Giappone è protagonista, con due giardini orientali inseriti in una suggestiva struttura in vetro. Delle oltre duemila opere presenti nel museo, una buona parte costituisce un’interessante testimonianza della cultura nipponica, con statue antichissime (come il Kongo Rikishi del periodo Kamamura, seconda metà del XIII secolo), oggetti (ad esempio risalenti al periodo Edo, nel 1800), stampe e molto altro.

Il guerriero giapponese di Palazzo Reale

Forse non tutti ne sono al corrente, ma nelle stanze del Palazzo Reale di Torino si nasconde un antico guerriero giapponese. All’Armeria Reale, infatti, è esposta una bellissima armatura da samurai, realizzata assemblando elementi diversi databili tra il XV e il XVIII secolo. Un assemblaggio di materiali eterogenei (metallo, cuoio, tessuto, seta) unite da fettucce di seta per confezionare una divisa guerriera di tipo do-maru, ovvero un equipaggiamento difensivo leggero che garantisse protezione ma anche libertà di movimento. Riportata un anno fa all’antico splendore grazie a un restauro finanziato da Intesa Sanpaolo, l’armatura fu donata dall’imperatore giapponese Meiji a Vittorio Emanuele II nel 1869.
Testimonianza del legame che a quei tempi esisteva tra l’Italia e l’Oriente (come dimostra anche il trattato di amicizia e commercio tra il Regno d’Italia e l’Impero giapponese, ratificato nel 1863 a Edo, l’odierna Tokyo), è anche la grandissima collezione di vasi giapponesi e cinesi di Carlo Alberto. Una parte di questa collezione è tuttora visibile nella fastosa Camera dell’alcova di Palazzo Reale, che la regina Maria Teresa trasformò in una sala da ricevimento.

Angoli d’Oriente al Valentino

Se siete alla ricerca di ambientazioni giapponesi, forse potrete trovarle al Valentino. Uno dei paesaggi tipici del Sol Levante è infatti il karesansui, il giardino giapponese (quello che comunemente viene definito “giardino zen”): un angolo di verde in cui le piante crescono fra le rocce e i sassi, tendenzialmente in assenza di acqua. Un po’ come accade nel Giardino Roccioso del Parco del Valentino, dove potrete godervi qualche momento di relax in perfetto stile orientale.
Se siete appassionati di piante, inoltre, potreste provare a cercare tracce di Giappone tra le tantissime specie arboree e floreali, che provengono un po’ da tutto il mondo. Certamente potrete trovare un po’ d’Oriente nella serra delle piante succulente (quelle che comunemente chiamiamo “piante grasse”), di cui i Giapponesi hanno una lunga tradizione, come dimostrano ad esempio i kokedama, le “palline di muschio” che vanno a sostituire i vasi per piccole piantine in un’antica tecnica di giardinaggio.

Ciliegi in fiore

La stagione non è decisamente quella giusta, ma se si vuole fare una passeggiata in perfetto stile sakura (la fioritura dei ciliegi giapponesi), basta allontanarsi di qualche chilometro dalla città.
A meno di dieci chilometri dal centro città, infatti, c’è Pecetto, noto in Piemonte per essere il “paese delle ciliegie”. Qua a giugno, da oltre cent’anni, si organizza anche la Festa delle Ciliegie e c’è anche chi, in primavera, organizza camminate non competitive tra i ciliegi in fiore.

Il Giappone moderno: il Palaisozaki

È forse una tappa un po’ inusuale in un tour nella cultura giapponese, ma la Torino d’Oriente non può prescindere da una delle sue più importanti architetture per eventi, il Palasport Olimpico. Come denota anche il suo “soprannome”, il Palaisozaki venne realizzato per i Giochi Olimpici Invernali del 2006 dall’architetto giapponese Arata Isozaki. Con una capienza di quasi 15mila posti a sedere, il Palasport Olimpico di Torino è la più capiente struttura coperta d’Italia a uso sportivo.

Libri e manga

Non c’è modo migliore di conoscere una qualsiasi cultura che leggere, leggere e ancora leggere. Per questo il posto giusto dove dirigervi alla scoperta del Giappone èInari Books and Lifestyle” una libreria, a metà con un concept store, completamente dedicata alla cultura nipponica, in via Guastalla 10/D. Ci trovate un po’ di tutto, dai best seller letterari (Haruki Murakami o Banana Yoshimoto, ad esempio), ai libri più ricercati; dall’abbigliamento (foulard, kimono) all’oggettistica.
Gli appassionati di manga troveranno invece un bel po’ di letture interessanti al Pop Store, fornitissimo negozio di fumetti in via Bertola 31.

Cultura giapponese: le associazioni

Se volete avvicinarvi alla cultura giapponese a Torino, potete rivolgervi a diverse associazioni. La migliore è probabilmente Sakura, associazione interculturale con la mission di creare un dialogo che sia ponte tra Oriente e Occidente. Sakura è anche uno dei principali punti di riferimento della comunità giapponese a Torino, quindi è il luogo giusto per frequentare concretamente il mondo del Sol Levante. C’è poi Yoshin Ryu, scuola di culture e discipline orientali, specializzata in arti marziali e in particolare nel Jutaijutsu. Infine, se volete imparare il giapponese, potete rivolgervi al Cesao, il Centro Studi sull’Asia Orientale che organizza corsi triennali a partire dal livello base ma anche visite guidate, conferenze, incontri e attività didattiche.

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