La Torino dei mercati

Ci siamo: finalmente è arrivata la primavera. Tempo di disgelo, di fioriture, di scampagnate in montagna e di nuove aperture. Come quella, tanto annunciata, che promette di riqualificare uno dei gioielli della tradizione torinese, il mercato di Porta Palazzo. Dovrebbe infatti vedere la luce il 3 aprile il nuovissimo Mercato Centrale di Torino, un progetto di grandissimo pregio nato sull’esempio del fortunato format realizzato a Firenze prima e a Roma poi.

Uno spazio polifunzionale legato al mondo dell’enogastronomia e alle eccellenze territoriali che prenderà corpo in quel Pala Fuksas rimasto per molto (troppo) tempo inutilizzato. Così, tra le centinaia di banchi che ogni giorno colorano piazza della Repubblica, facendone il mercato all’aperto più grande d’Europa, presto sorgerà anche un concept tutto nuovo. 4500 metri quadrati di superficie, distribuiti su tre livelli, dove i protagonisti saranno gli artigiani, che con le loro botteghe valorizzeranno prodotti del territorio e non solo. Ma il Mercato Centrale di Torino non sarà solo luogo di commercio, ma anche spazio di scambio culturale e sociale, grazie a una programmazione di eventi e alla riqualificazione delle ghiacciaie del Centro Palatino.
Chiunque abbia avuto modo di vedere i progetti già realizzati a Firenze o a Roma aspetta con ansia l’apertura del Mercato Centrale, che indubbiamente porterà una ventata di novità in una zona da sempre molto amata della città ma non più frequentata da tutti.

Porta Palazzo è infatti il mercato nel cuore di ogni torinese: è lì da sempre, e da sempre fotografa la quotidianità della città, i suoi prodotti, i suoi colori, le sue mille lingue di una realtà sempre più multietnica. È il mercato dove si va a comprare la frutta e la verdura, quella del contadino di fiducia. È il mercato dove si trova il pesce più buono, magari quello della pescheria di Beppe Gallina, che già qualche tempo fa ha creduto e investito su un nuovo volto di Porta Palazzo. È il mercato dove si trova qualsiasi genere di alcolico o superalcolico, proveniente da ogni parte del mondo: provate a mettere alla prova lo staff dell’Enoteca Damarco, una delle più fornite della città. E ancora, è il mercato dove trovare qualsiasi tipo di oggetto utile, nei banchi di casalinghi che si trovano sotto la tettoia.
Insomma, Porta Palazzo è una colonna portante di questa città, indipendentemente dalla frequenza con cui ci si fa la spesa.
Non può quindi che essere una novità positiva la possibilità di avere un motivo in più per frequentare il capostipite dei mercati torinesi. Anzi, a giudicare da quello che già si sa del progetto, le ragioni saranno più di una, con il coinvolgimento di grandi nomi della cucina e della gastronomia torinese.
Una svolta che sembra aver chiamato anche nuovi investitori, pronti a scommettere che Porta Palazzo possa diventare il nuovo cuore della vita (anche mondana) torinese: come la squadra di Affini, il fortunato locale di San Salvario, che insieme a Gocce di Cioccolato darà vita proprio a Porta Palazzo a un nuovo spazio, tutto dedicato alla mixology italiana.

Che Torino sarebbe senza il Balon?
Non si può parlare di Porta Palazzo senza citare il Balon. Anche qui, parliamo di un pezzo di cuore pulsante della tradizione cittadina, di un mercato storico da sempre brulicante di gente alla ricerca di mobili d’antiquariato o di semplici cianfrusaglie, di un esempio unico e straordinario di tempo che si ferma, lasciando tutto come era una volta. Era il 1857 quando il “mercato dei cenci” venne per la prima volta realizzato in quella che divenne poi la sede del Balon. Da allora, ogni sabato mattina, le viuzze di Borgo Dora si preparano ad accogliere questo pittoresco mercato delle pulci, dove è possibile trovare più o meno ogni genere di cosa.
A questo appuntamento si aggiunge quello con il Gran Balon, il mercato dell’antiquariato che si svolge ogni seconda domenica del mese, con duecentocinquanta bancarelle che vendono mobili, oggetti, libri, abbigliamento vintage, prodotti di artigianato.

Vestirsi al mercato
Istituito nei primi anni del 900, il mercato della Crocetta è da sempre uno dei mercati più amati della città. I suoi banchi sono per lo più dedicati all’abbigliamento e la qualità dei prodotti in vendita è molto alta. Esploso negli anni Ottanta, è da sempre considerato di gran lunga superiore a qualsiasi altro mercato in città, una sorta di rivendita dell’abbigliamento della “Torino bene” a prezzi molto convenienti.
Pian piano negli anni si è fatto avanti nel cuore dei Torinesi anche un altro mercato specializzato nell’abbigliamento, quello di piazza Benefica (quello che in realtà si trova ai Giadini Martini): qui si concentrano i banchi con alcune ottime occasioni in tema di abbigliamento, con vestiti e scarpe firmate in vendita a prezzi spesso davvero interessanti.

I mercati più pop
Il mercato però, per sua stessa definizione, deve essere popolare: economico, frequentato, rumoroso. Sarà per questo che in fondo i mercati più amati della città sono quelli che corrispondono a questa descrizione, come anche Porta Palazzo. Uno dei mercati più grandi e pop della città è quello di Santa Rita, con circa 350 operatori e un’ottima qualità di prodotti alimentari. C’è poi anche il mercato di piazza Bengasi (che a Torino tutti pronunciano con l’accento sbagliato), il terzo della città per grandezza: è il mercato di riferimento della prima cintura sud della città, e attira acquirenti anche da Moncalieri o da Nichelino. Attualmente, a causa dei lavori per la costruzione della metropolitana, la sede del mercato è stata momentaneamente spostata nella vicina via Onorato Vigliani.

I mercati di quartiere
Il mercato è sempre rappresentativo del quartiere in cui si trova. Ne è lo specchio, l’anima, il contenitore. Questo è ancor più vero per alcuni mercati, come quello di corso Racconigi, da sempre punto di riferimento per la spesa (soprattutto alimentare) di Borgo San Paolo, storico quartiere torinese. In questo mercato, ad esempio, ha mosso i primi passi la Macelleria Testa, che da poco si è trasferita in uno splendido negozio in via Frejus.
C’è poi il mercato di piazza Madama Cristina, cuore pulsante della multietnica San Salvario. Qui ognuno ha il suo riferimento, il suo pescivendolo, il suo verduriere di fiducia. Il tutto, contaminato – così come è il quartiere – da prodotti più esotici, banchi più particolari, una popolazione varia, allegra e chiassosa, come dovrebbe essere quella di un mercato verace.

Vintage in centro
Infine, ci sono i mercatini vintage e di antiquariato sulle rive del Po: ogni prima domenica del mese ottanta espositori dell’antiquariato e del modernariato espongono le loro merci nella piazza porticata più grande d’Europa, piazza Vittorio Veneto. Altrettanti banchi si radunano invece per “effetto vintage” il mercatino della Gran Madre, ogni terza domenica del mese.

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