Quattro Passi: Giaveno

Un piccolo paese di origini antichissime, circondato da boschi carichi di funghi e montagne leggendarie, dove si testarono per la prima volta in Italia gli sci. Giaveno è una chicca tutta da scoprire, e un’ottima base di partenza per un giro nei dintorni.

di Valentina Dirindin

Poco più di sedicimila abitanti, nel cuore della Val Sangone: è Giaveno (Giavènn in piemontese, Javën in francoprovenzale, lingua di minoranza riconosciuta nella zona). Un paese di origini antichissime (i primi insediamenti risalgono all’epoca romana) che si trova all’ombra delle montagne. Qui si viene soprattutto d’autunno a cercar funghi, ma non soltanto: in inverno ci sono le montagne (è proprio nel comune di Giaveno che a fine Ottocento l’indu- striale svizzero Adolfo Kind utilizzò gli sci per la prima volta sulle montagne italiane), mentre d’estate si viene per i laghi e il fresco del bosco.

Non a caso, da queste parti, sorgono numerosissime case di campagna dove nei weekend i Torinesi fuggono dai ritmi frenetici della vita moderna e non a caso, ancor prima che qui si formasse un paese, pare che l’importante fami- glia dei Gavi dell’Augusta Taurinorum (Torino), avesse qui costruito una casa colonica, proba- bilmente nel I secolo d.C, e forse proprio da qui deriva il toponimo Giaveno (che deriverebbe appunto dal latino Gavienum).

Tendenzialmente, dunque, da queste parti si viene per ristabilire il contatto con la natura. Ma non solo: Giaveno è anche una piccola cittadina animata, ricca di artigiani, di vita di paese, di quella con cui fa piacere interfacciarsi di tanto in tanto, per ricordarsi di quando la vita era più semplice, più lenta, più raccolta. Quanto alle attrazioni culturali, da vedere in una gita a Giaveno è sicuramente il santuario di Nostra Signora di Lourdes al Selvaggio. Un nome particolare, che ha una derivazione pre- cisa: nasce infatti dalla crasi di due termini occi- tani, serre, che significa “altura”, e vacho, che significa “mucca”, quindi “altura delle mucche”, ovvero alpeggio. La costruzione attuale è opera dell’architetto bresciano Giulio Valotti, che nei primi del Novecento diede l’attuale aspetto neo- romanico alla chiesa. Al suo interno si trova anche una grotta (fedele riproduzione di quella di Massabielle), opera del Laboratorio Luisoni, con un bellissimo altarino in marmo fregiato da bronzi finemente lavorati su cui si trova inca- stonato un frammento della Grotta di Lourdes. In una passeggiata per il paese, non potrà che attirare la vostra attenzione la fontana-simbolo di Giaveno, il “Mascherone”, una grande faccia bianca dall’aria austera realizzata nel 1622 per il parco dell’antica cittadella abbaziale.

Particolare il legame che Giaveno ha con i Promessi Sposi, il capolavoro di Manzoni. Qui infatti visse il pittore Francesco Gonin (abitava a Villa Marsili, nella frazione Buffa, oggi trasfor- mata in un B&B). A lui si deve la realizzazione delle preziose litografie per l’edizione «quaran- tana» del capolavoro di Manzoni, ovvero quella pubblicata nel 1840, stampata in 10mila copie autofinanziate dallo stesso autore. Oggi, quegli stessi disegni sono stati riprodotti nelle facciate dei palazzi del centro storico, per omaggiare la figura dell’artista

Cosa fare a Giaveno

La festa del pane
settembre
Ci sono giorni in cui il profumo del pane appena sfornato invade le vie di Giaveno: sono i giorni della sagra del pane, un momento di festa intorno all’alimento base di tutte le tavole italiane. “Giaveno Città del Buon Pane” celebra il lavoro, aprendo i mulini e trebbiando il grano in piazza, ma anche il frutto di quella fatica, con un mercatino agroalimentare in centro città e le degustazioni dei pani tradizionali del territorio, come la biova, lo stirotto, la micca o la mezzana.

La festa di San Lorenzo
10 agosto
Oltre a essere il Santo delle stelle cadenti, San Lorenzo è anche il patrono di Giaveno, e ogni anno il paese lo festeggia il 10 agosto con una bella festa all’aperto, che riempie le vie e le piazze con mercatini, spazi dedicati allo street food, balli e momenti di animazione fino al tradizionale e immancabile appuntamento con i fuochi d’artificio. Nel periodo estivo, è tradizione a Giaveno anche una divertente notte bianca (quest’anno, sabato 25 luglio), in cui tutti i cittadini si riversano nelle strade, animate con eventi a tema e un clima festoso.

Fungo in festa
settembre/ottobre
Probabilmente si tratta di uno degli appuntamenti più noti di Giaveno, i cui boschi sono spesso battuti da cercatori di porcini. Se non volete addentrarvi in una ricerca (e se non siete esperti cercatori, davvero non dovreste farlo!) potete recarvi sulla passeggiata di piazza Molines a Giaveno, dove in autunno si tiene tutti i giorni il mercato dei funghi freschi spontanei. Ma il periodo di festa dedicato ai funghi non si ferma alla semplice vendita al mercato: le trattorie e i ristoranti della zona, in questa stagione, presentano menu a tema, e tutta la città si anima di mostre, eventi, iniziative varie curate dalla Pro Loco. Ci sono anche showcooking di livello (l’anno scorso hanno partecipato, tra gli altri, lo chef stellato Alessandro Mecca di Spazio 7 e Cesare Grandi della Limonaia) E, per l’occasione si apre anche il museo del fungo.

Gesti diversi
fino al 5 giugno
Una rassegna di spettacoli teatrali divertente, variegata e partecipata, giunta quest’anno alla quinta edizione. “Gesti Diversi” è ideata dall’Associazione Arte In Movimento di Giaveno, e presenta in programma spettacoli di danza, rappresentazioni teatrali di vario genere, dalle più colte alle più pop, e un calendario dedicato alle scuole.

MaggioNatura
maggio
Una mostra mercato dei prodotti agroalimentari del territorio e della manualità, con tanti appuntamenti collaterali come concerti, feste e mostre. Le vie e le piazze si animano e si colorano dei fiori primaverili, festeggiando l’arrivo della bella stagione.

Carnevale giavenese
Un carnevale molto sentito e partecipato: c’è la parata dei carri (l’anno scorso anche in versione notturna) e ci sono le maschere tradizionali del paese, quelle della “Famija dei Bergè” (ovvero il pastore): c’è il Bergè, la Bela Bergera e i Bergerotti, impersonati ogni anno dai cittadini locali.

Mercatino delle pulci
Fatta eccezione per il mese di dicembre, le vie del centro storico di Giaveno ospitano ogni quarta domenica del mese uno storico mercatino delle pulci. Lo spazio si è ampliato sempre di più, arrivando oggi a quasi un centinaio di espositori, che nelle loro bancarelle propongono in vendita un po’ di tutto, per lo più sul genere vintage e antiquariato: libri, cartoline, oggettistica e complementi d’arredo, mobili e abiti. Una vera chicca per gli appassionati, che possono certamente fare un po’ di affari.

Cosa vedere nei dintorni

Sacra di San Michele
La Sacra di San Michele è una vera meraviglia piemontese. Nota ai più per aver ispirato Umberto Eco per l’ambientazione del suo celebre romanzo Il nome della Rosa, è una straordinaria abbazia arroccata sulla vetta del monte Pirchiriano, all’imbocco della val di Susa. Fondata intorno al 1000 d.C. come abbazia benedettina, è uno dei più antichi luoghi di culto dedicati all’Arcangelo Michele e si trova al centro di una via di pellegrinaggio di oltre duemila chilometri che unisce quasi tutta l’Europa occidentale, da Mont-Saint-Michel in Francia a Monte Sant’Angelo, in Puglia. Per vederla, in tutta la sua magnificenza, si procede per un cammino in salina, che porta poi all’ampio e ripido scalone nella nicchia centrale dove fino al 1936 erano riposti alcuni scheletri dei monaci, tanto da aver dato al luogo il nome di Scalone dei Morti. Poi, una volta giunti in cima allo scalone, si attraversa il Portale dello Zodiaco, un’opera romanica scolpita dal Maestro Nicolao con i dodici segni zodiacali e le costellazioni australi e boreali. Un luogo altamente suggestivo e davvero unico nella sua grandiosità.

La Certosa di Avigliana
Il Convento di San Francesco, più conosciuto come Certosa di Avigliana, è un ex convento del cinquecento, abitato dalle monache di clausura fino a pochi anni fa e oggi trasformato in struttura ricettiva e centro di formazione aperto a tutti. La Certosa fu fondata come convento francescano nel 1515 dal Beato Tommaso Illirico, e fino agli anni Novanta venne abitata dalle monache certosine. Quando loro se ne andarono, la struttura incrociò il cammino del Gruppo Abele, che si attivò per l’acquisto e il restauro – un intenso lavoro durato 18 anni – affinché rimanesse luogo fedele alla sua storia. Dal settembre 2011, dunque, lo spazio è gestito dall’associazione Certosa1515 Onlus con l’obiettivo di farlo diventare un luogo del bene comune e condiviso.

Laghi di Avigliana
Il Parco Naturale Laghi di Avigliana si trova ai piedi di quello stesso Monte Pirchiriano che dà sede alla Sacra di San Michele. La zona è da molti considerata la cosa più simile al mare nei dintorni della città, quindi nella bella stagione viene presa d’assalto da turisti che prendono il sole o bagnano i piedi nell’acqua, magari organizzando un pic nic con gli amici. I laghi, protetti da una Riserva Naturale, sono due: il “Lago Grande”, un tempo detto Lago della Madonna, che ha anche una passerella galleggiante su cui poter passeggiare; e il “Lago Piccolo, detto anche Lago di Trana e un tempo chiamato Lago di San Bartolomeo (dal nome della borgata che si affaccia sulla sua sponda meridionale.

Bosco delle meraviglie
A Sant’Ambrogio di Torino, poco distante da Giaveno, si trova uno spazio molto bello per le famiglie con bambini: il Bosco delle Meraviglie. Si tratta di un parco emozionale,
in cui bambini e genitori vengono accompagnati attrverso un percorso animato su un sentiero attrezzato dove incontrano e interagiscono con personaggi fantastici, leggendari, mitologici e della storia locale. Quando si arriva al Bosco delle Meraviglie
si viene immediatamente immersi nell’atmosfera magica, con costumi e accessori adatti all’occasione, e di lì si parte per un’avventura in un bosco animato da folletti, alberi parlanti, orchi, lupi mannari, elfi, masche (le streghe locali), cavalieri e fate.

Zoom
Anche Cumiana non è distante da Giaveno, ed è lì che si trova Zoom, il celebre bioparco alle porte di Torino. Un mondo affascinante ed esotico, dove ammirare gli animali di habitat terrestri e acquatici appartenenti a mondi lontani: giraffe, tartarughe giganti, pinguini, ippopotami e molto altro. Ci sono anche i lemuri, in un’isoletta in cui si può passeggiare fianco a fianco con loro. Sono nove gli habitat africani e asiatici riproposti,
che possono essere scoperti grazie all’aiuto dei biologi del parco. In estate, poi, le piscine di Zoom diventano spiagge, dove magari nuotare accanto alla vasca dei pinguini o ammirando i pesci tropicali.

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