Open House Torino: torna il weekend degli spazi aperti

Oltre 150 siti, tra architetture, parchi, giardini e case private generalmente chiuse al pubblico apriranno eccezionalmente le loro porte per la terza edizione di Open House. Architettura storica e contemporanea, edifici pubblici, strutture sportive, appartamenti privati, loft realizzati in ex fabbricati industriali, studi professionali, ville in collina, condomini solidali e housing sociale. A Torino, l’architettura risponde a istanze ed esigenze sempre diverse e Open House le intercetta, mostrandone il fascino, la funzionalità, la creatività.

La manifestazione continua a sorprendere per i suoi numeri: nella prima edizione ha ottenuto il migliore esordio di sempre tra le 44 città dell’Open House Worldwide, con 111 architetture aperte e oltre 15mila visitatori; nella seconda edizione è cresciuta aprendo 140 siti e contando su oltre 18mila visitatori. Quest’anno ha sfondato quota 150 spazi aperti, la metà dei quali aprirà le porte per la prima volta.

Tra i gioielli dell’architettura da segnalare, la Palazzina Marone Cinzano, sede dell’Unione Industriale raramente aperta al pubblico, Villa Sassi, in collina, che, dopo importanti restauri, aprirà in esclusiva per Open House Torino o architetture contemporanee come New Building Bertola di Reale Group. Esordio anche per Palazzo Novecento, l’ex Palazzo Uffici Gualino oggi trasformato in eleganti appartamenti; nel Quadrilatero Romano, potrete visitare l’antico convento di Sant’Agostino, oggi QuadraTO, con i suoi moderni alloggi e l’area archeologica. Nell’ex INCET di Barriera di Milano, EDIT, apre le porte dei suoi nuovi loft. Ai Murazzi, in attesa della prossima riqualificazione, i Magazzini Devalle, oggi di proprietà privata, frammento della prima storia industriale torinese. Affacciato sul Parco del Valentino, l’Orto Botanico permetterà di scoprire piante di stagione e laboratori di ricerca. Poco lontano, il Consolato del Vietnam presenterà le sue sale di rappresentanza, al Lingotto Fiere, il nuovo albergo Double Tree Hilton rivelerà la ristrutturazione appena realizzata, mentre dalla rampa si arriverà alla pista di collaudo sul tetto. In Spina 3, la vista dall’alto sarà offerta quest’anno dalla Torre Pianel, affacciata sul lato del Parco Dora e in Aurora gli spazi total white della Noire Gallery. Tra le new entry anche il Collegio San Giuseppe di via San Francesco da Paola.
In precollina, partecipano per la prima volta alla due giorni di Open House Torino il DustMuseum, con la sua collezione di centinaia di oggetti e immagini realizzate dall’artista, Piero Livio e la residenza per anziani ante litteram, il settecentesco convitto Principessa Felicita di Savoia.
In Borgo Vittoria, l’anteprima della Cascina Fossata dove il vecchio casale abbandonato è stato recuperato e sono sorti moderni spazi di residenza e housing sociale
La Torino storica offre l’eccezionale apertura dei resti del Cisternone, l’antico pozzo della Cittadella, con le sue due rampe elicoidali, una per la discesa, l’altra per la salita; un monumento dell’antica fortezza torinese, una delle più importanti d’Europa, la cui conoscenza può essere completata con la visita ai resti dei vicini Pastiss e Rivellino degli Invalidi.

Le visite sono gratuite e a volte sono condotte dagli stessi progettisti, così da soddisfare le eventuali curiosità dei visitatori. Da quest’anno, la visita dev’essere preceduta dalla registrazione sul sito web di Open House Torino https://www.openhousetorino.it/registrazione/: completata la procedura di registrazione si riceverà via email un codice identificativo; quando si visiteranno i siti scelti, basterà inquadrare il codice QR
dell’ingresso con il proprio smartphone per registrare la propria visita. In questo modo le procedure di registrazione nei siti, fino all’anno scorso affidate ai volontari e ai tablet, saranno molto più rapide, rendendo le code più snelle.

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