Valentina Bertini: la regina dei sommelier

Nel 2018 è stata nominata dalla Guida Espresso miglior sommelier dell’anno. Prima donna a ottenere questo premio. 38 anni, originaria di Spello (Pg), Valentina Bertini è la sommelier della Terrazza Gallia, ristorante dell’Excelsior Hotel Gallia di Milano.

Valentina, com’è nata la sua passione per il vino?
“In modo inaspettato…ero iscritta alla facoltà di giurisprudenza di Perugia e pensavo ad un futuro da avvocato. Poi mia mamma all’inizio degli anni 2000 ha rilevato un ristorante e per darle una mano ho incominciato a lavorare nel ristorante. Poco dopo mi sono accorta che c’era bisogno di conoscere meglio il mondo vino, per offrire ai nostri clienti un servizio sempre migliore e così mi sono iscritta ad un corso da sommelier. Non avrei mai creduto che il vino potesse diventare oltre al mio lavoro anche la mia più grande passione.”

Qual è il vino che – ad oggi – l’ha più colpita?
“Di vini che mi hanno colpito in quasi 20 anni di lavoro e di passione ce ne sono tantissimi e non è possibile fare un elenco. Il vino racconta la storia di un produttore, del territorio in cui viene prodotto. Ci sono vini che ricorderò per tutta la vita non solo perché grandi ma perché bevuti in circostanze indimenticabili. Il potere del vino è la convivialità.”

Qual è il suo vino del cuore?
“Sono diversi, perchè sono legati a più ricordi. Sicuramente il Verdicchio dei Castelli di Jesi: il vino delle mie vacanze al mare, il vino dei miei ricordi a tavola insieme alla mia famiglia. È un vino che mi accompagna da tanto tempo. Ancora Giulio Ferrari Riserva del Fondatore che è stato il mio vino da iniziazione… la prima cosa alcolica che ho assaggiato. Da umbra sicuramente una parte del mio cuore è legata al Rubesco Vigna Monticchio di Lungarotti e al Cervaro della Sala di Antinori.”

Un vitigno da scoprire?
“L’italia è piena di vitigni che in altre parte del mondo non possono esistere: vitigni autoctoni che sono la nostra forza e la nostra diversità. Dovremmo lasciarci consigliare da chi come me fa questo lavoro per scoprire piccole realtà che ci aprono un grande mondo.”

Vini Bio/biodinamici/naturali o no?
“È un tema importante. Intanto è fondamentale conoscere le differenze tra le tipologie. A parer mio il vino naturale non è disciplinato e quindi non esiste. Come dico sempre il vino non mente e anche chi lo fa deve essere corretto nei confronti dei consumatori. Il vino può essere lavorato come si preferisce l’importante è il rispetto per chi lo beve che poi alla fine è il vero giudice. Un vino non buono non verrà bevuto, sia che sia lavorato in bio in biodinamica o in naturale…il vino deve essere immediato, semplice, non ci deve essere nulla di complicato nel berlo.”

Vino rosso o bianco?
“Dipende dai giorni, a volte sono da bianco a volte da rosso a volte da Bolla a volte da tutti e tre.”

Quali i migliori vitigni italiani secondo lei per un piatto di carne? E di pesce? E anche solo per un’insalata?
“In tutta onestà trovo questa cosa dell’abbinamento cibo vino un po’ superata. Negli anni si sono stravolti tanti miti. Una volta era impensabile bere vino rosso con il pesce oggi lo si fa in tutta serenità. Comunque con la carne preferisco Nebbiolo, Sangiovese e Montepulciano d’Abruzzo. Con il pesce Metodi Classici Italiani come Trento e Franciacorta oppure Verdicchio e Etna Bianco.”

Un vino straniero che le piace molto?
Clos de Lambrays.

È stata nominata miglior sommelier del 2019 dalla Guida Espresso, prima donna ad ottenere questo riconoscimento. Quello del vino è ancora un mondo prettamente maschile?

“Quello del vino, a differenza di quanto si creda, è un mondo che non fa distinzioni fra uomini e donne. Diciamo che per la mia esperienza personale, è più una tendenza dei ristoranti, ma l’importante è continuare a fare il proprio lavoro con professionalità, studiare e aggiornarsi perchè quello è ciò che fa veramente la differenza.”

Il consiglio per chi non è esperto: quale vino portare a una cena da amici?
“Credo che a una cena tra amici non ci si possa presentare senza un bollicina, che sia Champagne o un Metodo Classico.”

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