L’ultima rivoluzione dell’arredamento è circolare

di Nadia Lambiase

Un divano nuovo, una sedia di design o un tavolo per la stanza dei bimbi? Sì, ottima idea. Purché siano belli. E anche “circolari”.

L’economia circolare, che sta entrando nel nostro lessico grazie al riciclo dei rifiuti, non si ferma ai bidoni di plastica o vetro. Il suo volto più autentico è anzi un nuovo paradigma economico, animato, anche in Italia, da centinaia di aziende.

L’arredamento è uno dei settori più interessanti di questa rivoluzione “blu” (di “economia blu” ha parlato infatti l’economista Gunther Pauli). E persino un big del settore come Ikea ha lanciato, per ora in Svizzera, il progetto Second Life, che prevede il riacquisto dell’usato da parte degli store della catena svedese.

Se volete essere una casa davvero circolare, ci sono, in Italia e all’estero, imprese che realizzano mobili e oggetti d’arredo belli e con un rigoroso approccio alla sostenibilità. Che la app Mercato Circolare ha selezionato.

È il caso, a Santo Chiodo di Spoleto (Perugia), di Arcadia Design by Progetto Arcadia: start up innovativa – fondata nel 2014 da Massimo Germani, architetto, ed Elena Gentilini, esperta di sviluppo locale – interpreta il design come un mix di tradizione, materiali pregiati e riciclabili, serialità e innovazione. Il suo prodotto di punta è Personal Easy, un sistema di arredamento per adulti e bambini basato su una struttura brevettata che assicura più stabilità e meno uso di materie prime. È modulare, coloratissima, personalizzabile, realizzata in legno massello da legnami italiani o a anche a chilometri zero. Ed è studiata per essere trasformata liberamente da chi la usa, oppure resa o donata a fine vita.

Sull’upcycling, cioè la trasformazione di uno scarto in un oggetto dal valore più alto, scommette invece il progetto Ke2pallet di Eta Beta Cooperativa a Bologna: la coop social che lavora con soggetti svantaggiati, è nata nel 1992 da un gruppo di artisti. Tra i vari progetti e attività che ha promosso negli anni – gli artigiani di Spazio Battirame, i pannolini lavabili Lavanda, gli ortaggi di EtaBetaBio a tante altre – c’è anche Ke2Pallet: panche, tavoli, divani e fioriere a partire da legna di recupero e pallet usati.

L’upcycling è il modello di business anche di 13RiCrea, società di Serralunga di Crea (Alessandria), nata da un gruppo di donne attente al design e alla sostenibilità. Materiali non più utilizzabili che andrebbero dispersi nell’ambiente, diventano risorse per creare nuovi oggetti. Le collezioni si chiamano Indoor e Outdoor, Ludika e Botanika: pouf, poltrone, divani, portavasi, per l’esterno e per l’interno, fatti con fiori di plastica riciclata, ma anche tavoli, lampade cornici. I prodotti di 13RiCrea si possono acquistare, ma anche noleggiare per eventi o allestimenti temporanei.

A Torino, infine, almeno due nomi su tutti, tra gli artigiani-artisti dell’upcycling: Arcangelo Favata, nel suo laboratorio Alicucio a Porta Palazzo, dà vita a lampade, mobili, accessori da legno riciclato. Ha già vinto diversi premi e le sue opere fanno parte di collezioni private e pubbliche. Ivan Martini è invece l’ideatore di Letterarium: recupera lettere da insegne commerciali dismesse e le trasforma in opere uniche, soprattutto grazie alla sostituzione dei neon esausti con led. Nascono così oggetti di design, che spaziano dai tavolini luminosi alle lightboxes, dalle scritte ai fumetti.

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