Acquario di Genova: 10 milioni di perdite per Costa Edutainment, che ora si prepara a ripartire

Dopo mesi difficili, anche l’Acquario di Genova sta lavorando per la ripartenza. Abbiamo chiesto come è andata e come andrà a Beppe Costa, Presidente e AD di Costa Edutainment, la società che gestisce l’Acquario.

Come avete affrontato la situazione in queste settimane di lockdown?
“Dall’8 marzo, l’Acquario di Genova ha chiuso al pubblico, come tutte le strutture museali, culturali, turistiche e non solo in Italia. Sono stati chiusi ovviamente anche gli uffici chiedendo alle diverse funzioni di lavorare in smart working. Da fine marzo, per parte del personale è stato attivato il Fondo di Integrazione Salariale come misura straordinaria per affrontare questo periodo. Ovviamente la sospensione dal lavoro ha riguardato solo parzialmente le funzioni legate al mantenimento degli animali che hanno continuato ad occuparsi di tutte le loro necessità, compresa la parte tecnica relativa agli impianti”.

Avete già quantificato le possibili perdite subite?
“In termini di visitatori, l’Acquario di Genova ha perso tutti i visitatori dei mesi di marzo, aprile e maggio, prevedendo di riaprire negli ultimi giorni del mese di maggio. Questo equivale a una perdita di pubblico certa di circa 400.000 visitatori. Per la ripresa, sarà come prevedibile piuttosto lenta e quindi certamente anche per i mesi estivi non possiamo contare sulle affluenze di un anno normale. Prevediamo di chiudere l’anno dell’Acquario con un’affluenza totale tra 500.000 e 600.000 visitatori contro una media di oltre 1 milione. In termini economici, stimiamo come gruppo Costa Edutainment – oltre l’Acquario di Genova gestiamo a Genova il Galata Museo del Mare, la Biosfera, il Bigo e Dialogo nel buio, in Romagna Oltremare, Acquario di Cattolica, Italia in Miniatura e Aquafan, in Toscana l’Acquario di Livorno – una perdita di circa 10 milioni di euro su un bilancio annuale che si aggira intorno ai 60 milioni.”

Come vi siete organizzati per la gestione degli animali nel frattempo?
“La cura e il benessere degli animali è una delle nostre priorità da sempre e tale è rimasta anche in questo periodo. Il personale acquariologico è stato organizzato in due squadre in modo da poter garantire, anche in caso di eventuale contagio di una persona dello staff, la disponibilità di una squadra non contagiata. Tutto ciò di cui gli animali hanno bisogno – controllo della qualità dell’acqua, preparazione e somministrazione del cibo, cure veterinarie laddove necessarie, immersioni di pulizia nelle vasche, osservazione degli animali – è stato mantenuto inalterato. Sono state sospese le attività di ricerca condotte spesso in collaborazione con altri Enti anche loro in lockdown, le attività di formazione dello staff e sono stati rallentati i progetti di riproduzione nell’attesa di poter riprendere tutto al 100% una volta tornati a regime.
Dal punto di vista lavorativo, non avendo pubblico presente ed essendo presenti contemporaneamente in struttura meno persone, è stato tutto sommato semplice garantire il distanziamento sociale; naturalmente perle operazioni per cui è necessario lavorare in squadra a distanza più ravvicinata, sono stati usati tutti i dispositivi di protezione individuale previsti. A disposizione dei dipendenti presenti sono stati messi dispenser di gel disinfettante”.

Come ha reagito la vostra clientela?
“I nostri visitatori hanno continuato a seguirci molto attraverso tutti i canali digitali su cui non abbiamo mai smesso di raccontarci e comunicare con loro. Sono stati molto apprezzati ad esempio i 3 video subacquei a 360° che hanno consentito di immergersi virtualmente nelle vasche di lamantini, squali e scogliera corallina, così come i video didattici pubblicati sulla pagina Facebook con cui abbiamo raccontato le curiosità e le informazioni di varie specie.
E ora che ci avviciniamo alla riapertura, in tanti ci scrivono chiedendo informazioni e confermando che verranno presto a trovarci”.

Come vi state attrezzando per la ripresa a pieno ritmo delle attività?
“La sicurezza, come per tutti coloro che lavorano nel settore turistico e ricettivo, è al primo posto, sia per i nostri dipendenti e collaboratori sia per il pubblico che tornerà a visitarci.
Abbiamo predisposto tutte le misure per garantire il distanziamento sociale, a partire dalla riduzione delle persone che potranno entrare – passando dalle 600 persone ogni mezz’ora alle 150 circa – all’incentivazione dell’acquisto online per evitare le code in biglietteria, dalla predisposizione di segnali per terra che aiutino le persone a posizionarsi di fronte alle vasche mantenendo la giusta distanza tra loro ai dispenser di gel disinfettante che metteremo a disposizione all’ingresso, nei bagni e in diversi punti lungo il percorso e, non ultimo, al controllo della temperatura in ingresso. Sarà ovviamente obbligatoria la mascherina”.

Quando pensate possa essere possibile?
“Stiamo lavorando per riaprire gli ultimi giorni di maggio. Inizialmente non ci aspettiamo grandi flussi anche per via della chiusura dei confini regionali che non darà ancora la possibilità ad esempio a piemontesi e lombardi – che costituiscono per noi un pubblico molto importante – di venire in visita. Dopo il 3 giugno, auspichiamo una crescita graduale”.

Su cosa puntate per la ripartenza?
“Come detto prima, puntiamo molto sulla sicurezza, che costituisce una conditio sine qua non della riapertura. Contiamo anche sulla piacevolezza di un’esperienza di riscoperta della natura e del mare fatta in meno persone e quindi ancora più intensa ed emozionante”.

C’è qualcosa che vorreste chiedere alle istituzioni o ai cittadini?
“Al Governo chiediamo un sostegno economico, come tutti i principali attori del mondo culturale e turistico stanno chiedendo a gran voce. Al sistema turistico e culturale locale chiediamo di fare ancora una volta squadra per far sì che Genova sia percepita come una meta da visitare in sicurezza e capace di offrire davvero tante opportunità. Ai cittadini chiediamo di tornare e visitarci e di continuare a essere rispettosi delle regole relative al distanziamento e alla sicurezza che ci consentiranno di ritornare prima alla normalità”.

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