Albertino: Mister Radio

albertino

di Davide Fantino

Da Genova a Torino, in un abbraccio ideale che si sviluppa nel breve volgere di un mese. Il tema? La musica: quella da ballare, quella popolare tra milioni di radio ascoltatori che tutti giorni si sintonizzano per seguire le dirette di una delle icone delle frequenze nazionali e della dance all’italiana. Il protagonista? Albertino, con la sua fidatissima crew composta da Molella, Prezioso e Fargetta. Che cosa c’entra Torino con la serata di lunedì 23 settembre in piazza De Ferrari nel capoluogo ligure in occasione del Salone Nautico? La risposta è nell’evento dell’11 ottobre presso le O.G.R. (Officine Grandi Riparazioni) che vedrà alternarsi sullo stesso palco della Sala Fucine proprio Albertino e Fargetta. Sarà un tuffo all’indietro con i due dj per ripercorrere una parte della vicenda collettiva musicale italiana degli anni Novanta, segnata dai grandi successi lanciati grazie a Radio Deejay e che hanno segnato soprattutto quel decennio, tra scenografie a tema, ledwall show, coreografie e un tocco nostalgico tanto di moda.

Albertino fa parte della storia radiofonica del nostro Paese: entrato a Deejay chiamato da Claudio Cecchetto nel 1984, dall’anno successivo e fino al 2019 ha condotto la prima parte del Deejay Time e dal 1986 la Deejay Parade, che poco dopo è anche andata in onda sugli schermi di Deejay Television. Tra i programmi più ascoltati a livello nazionale, la trasmissione mantiene il primato per quasi tutto l’arco degli anni Novanta e gli inizi del Duemila, lanciando non solo hit riempipista ma anche diversi artisti nel mondo della musica, come Neffa e gli Articolo 31 di J-Ax. Da pochi mesi, però, per il suo storico protagonista è iniziata una nuova vita radiofonica dopo il lunghissimo matrimonio con l’emittente che vede da oltre vent’anni suo fratello Linus in veste di direttore artistico.

È lo stesso ruolo che da aprile Albertino ricopre a M2O, fisicamente nello stesso palazzo storico di via Massena oltre che facente parte della stessa proprietà, ma con un’interpretazione differente del concetto di fruizione della radio, molto meno “parlata”, con un sound design creato ad hoc ma soprattutto con una scelta di flusso musicale (dalle 6 alle 22) pressoché ininterrotto, caratterizzato da una programmazione di circa 20 brani suonati ogni ora e brevi interventi degli speaker. Pochi anche i programmi, tra cui il “Morning Show” e “Albertino Everyday” nel “drive time”, dalle 17 alle 19. Nel weekend, torna il “Deejay Time”, per la prima volta in onda il sabato pomeriggio alle 14 contemporaneamente sulle due radio del gruppo, Deejay e m2o: un’ora di musica in compagnia dei vecchi amici di mix Fargetta, Molella e Prezioso.

La separazione consensuale da Radio Deejay, poco dolorosa anche se storica, e il passaggio a m2o li ha spiegati lo stesso Albertino con il desiderio di provare qualcosa di nuovo e ritrovare stimoli che si erano inevitabilmente assopiti dopo 35 anni nella stessa realtà che con i suoi programmi ha contributo a far diventare un colosso delle frequenze italiane. Il suo messaggio di commiato è stato affidato ai social: “Lasciare Radio Deejay non sarà per niente facile… Qui mi sono sentito un campione – ha scritto su Instagram – Insieme a mio fratello e miei amici abbiamo raggiunto risultati impensabili, portando la radio su un altro livello. Ho avuto la fortuna di poter lavorare con dei talenti straordinari che ancora oggi rappresentano il top dello spettacolo italiano.

Da Fiorello a Jovanotti, fino a Gerry Scotti, il primo a introdurmi ai microfoni di Radio Deejay un pomeriggio di 35 anni fa… Sono consapevole di essere stato la colonna sonora della vita di molte persone. Ne ho avuto l’ennesima, inaspettata, riprova durante il tour del Deejay Time. L’affetto della gente è stato al di sopra di ogni aspettativa. Da grande volevo fare la radio. Non avrei potuto fare altro. Non sono bello, non solo alto, non so giocare a calcio, non so cantare o ballare. Per farmi ascoltare, avrei soltanto potuto usare un megafono. Così è stato, con quello che anch’io ho contribuito a far diventare il più forte di tutti: quello di Radio Deejay. Adesso che sono grande – nonostante il nome – mi è stata data una nuova opportunità…”

La nuova radio, in realtà nata a inizio Anni Duemila ma ora totalmente rinnovata, è una bella sfida anche per chi come lui nel 1997 ha ricevuto dall’Accademia della Crusca una citazione per la sua capacità di comunicare ai giovani in modo innovativo. Ci è riuscito creando celeberrimi tormentoni, tra tutti il “Ciao, sono Albertino” con cui ha aperto tutte le sue trasmissioni ma anche l’ormai leggendario “Piach!”, e dando vita a personaggi entrati nell’immaginario comune, come il rampante mobiliere di Cantù Marco Ranzani con i suoi “Ooookey!” e “VaaaaBene!”, diventati anche due libri scritti a quattro mani con Digei Angelo. In veste di produttore, ha sfornato ininterrottamente per undici anni (dal 1993 al 2004), con l’aiuto di Fargetta per la scelta dei brani, le “Deejay Parade Compilation” che arrivano a vendere complessivamente cinque milioni di copie.

Dopo tutti questi successi, uno sguardo inevitabile va anche ai possibili eredi. Chi sono i nuovi dj che possono ereditare il ruolo svolto da figure come quella di Albertino? Su questo punto lui non ha dubbi: gli YouTuber. Come i dj nelle radio private degli Anni Ottanta, sono giovanissimi, cercano un modo per esprimersi, lo fanno mettendosi in gioco e provando a fare quello che amano: insomma hanno lo stesso spirito che ha animato la sua generazione e lui in particolare, che pur di poter ascoltare dal vivo le voci radiofoniche che facevano sognare generazioni di americani, investì i suoi risparmi di ragazzo per un viaggio oltre Oceano. Da allora, il percorso on the radio di Albertino non si è mai fermato.

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