Alessia Alciati: come vive una giovane attrice a Torino

Attrice, regista, torinese: la giovane Alessia Alciati ci racconta il suo punto di vista sullo stato dell’arte cinematografica in città.

Torino e il cinema: è un connubio possibile o resta e resterà sempre Roma il punto di riferimento italiano per il settore cinematografico?
“Penso siano due cose diverse, Roma è sempre stata considerata la città del cinema, non solo per gli studi di Cinecittà, famosi in tutto il mondo, ma anche perché i film più belli della “commedia all’italiana” rappresentavano Roma in tutto il suo splendore grazie a Fellini, Sordi, Dino Risi e gli attori più importanti erano romani e raccontavano principalmente la romanità se pensiamo a Mastroianni, Gassman, Sordi e Manfredi. Sicuramente a Torino è nata un’importante realtà cinematografica e sta continuando a crescere grazie alla “Film Commission Torino Piemonte”, che ha fatto un grande lavoro per portare produzioni cinematografiche romane ed internazionali a girare a Torino. il museo del cinema inoltre è un bellissimo e considerevole punto di riferimento a Torino, ed io amo tornare a visitarlo ogni volta che posso”.

Che rapporto hai con la tua citta’ di origine, Torino?
“Torino è una bella città, mi piace, ma mi sono sempre spostata per lavoro, mi sono trasferita a Roma all’età di 18 anni per studiare all’accademia d’arte drammatica. ma amo spostarmi per lavoro e per conoscere nuove culture. Ho vissuto anche a londra e spesso vado negli stati uniti. non c’è un posto che è più “casa” di altri, è la mia famiglia ad esserlo principalmente. quando cambio città cerco sempre di trovare il modo di sentirmi a mio agio, ricreando delle abitudini. Torino è la città dove mi piace tornare durante il periodo natalizio per passare i giorni di festa con la mia famiglia”.

Perché hai scelto di trasferirti a Roma e quanto è stato difficile allontanarsi dagli affetti? torneresti indietro?
“Ho scelto Roma come dicevo soprattutto perché quando ho iniziato a lavorare come attrice era il punto di riferimento per il cinema. ero innamorata di quella città grazie ai film che vedevo. ero talmente piena di entusiasmo che non è stato difficile, per quanto riguarda la mia famiglia, passiamo molto tempo al telefono e gli amici e le persone importanti hanno continuato a rimanere nella mia vita nonostante le distanze. non so se tornerei a vivere a Torino, ma certamente torno con grande piacere durante le feste ed in particolare per il Torino film festival che seguo sempre assiduamente”.

Che esperienza è stata girare come regista il tuo cortometraggio “different century, same shit”?
“E’ stata un’esperienza davvero gratificante, la cosa più naturale che potessi fare. sono stata felice di come ho gestito il set, si è creata una bellissima alchimia tra i ragazzi della troupe, c’è stata vera collaborazione. era un progetto ambizioso, prodotto da Filmedea di Diego e Dario Biello, la protagonista Francesca Inaudi è stata superlativa, ha regalato delle bellissime sfumature al personaggio che interpretava, affiancata da Margherita Fumero nota attrice torinese che sono stata orgogliosa di avere sul set, anche lei davvero bravissima. ero entusiasta di quello che stavo facendo e penso di esser riuscita a trasmetterlo alle persone che mi stavano a fianco, ho dei bellissimi ricordi del set ed il corto penso abbia giovato della concentrazione ed impegno di quei giorni”.

Perché hai scelto Torino per girarlo?
“Intanto ci tenevo portare avanti una mia idea: far capire che anche a Torino ci sono realtà crude, potenti, difficili da raccontare, storie di denuncia sociale. anche a Torino ci cose importanti da dire, non solo a Roma, Napoli o in Sicilia come spesso capita nei film degli ultimi anni. infatti mi piacerebbe poter raccontare tutto questo in un film ambientato a Torino”.

Quali sono i tuoi obiettivi da regista?
“Vorrei continuare a lavorare su progetti miei. dare voce alle persone che non hanno possibilità di raccontare ingiustizie subite. mi piacerebbe narrare storie di donne forti, donne che hanno preso in mano la loro vita, cambiandola con le loro sole forze, abbattendo barriere, arrivando dove nessuno credeva fosse possibile. donne che si sono battute per i loro diritti, per ideali in cui credevano”.

Se dovessi scegliere tra la regia e la recitazione cosa sceglieresti?
“La recitazione è sempre stata ciò che mi faceva battere il cuore, mi rendeva felice fin da bambina. crescendo ed unendo le competenze che ho raggiunto con lo studio ed il passare degli anni, è arrivato un nuovo interesse forte tanto quanto la recitazione, la regia. prima avrei detto ad occhi chiusi che tra le due avrei scelto la recitazione, adesso invece non penso serva scegliere, c’è spazio per entrambe, voglio continuare a recitare e dedicarmi a scrivere le storie che voglio raccontare. portando avanti le mie idee ed i miei progetti… e, perché no, chissà che non possa unire in futuro regia e recitazione in un unico lavoro”.

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