Carolina Vergnano: “noi, che abbiamo puntato tutto sul coraggio”

Torino è la città del caffè, e lo dimostra in tanti modi. Uno di questi di certo si chiama Vergnano, azienda storica che da piccolo player si è trasformata con lavoro, dedizione e attenzione alla qualità in un importante punto di riferimento nel mondo del caffè. Vergnano oggi è capsule e cialde, è latte eleganti di arabica 100%, ma soprattutto in questi giorni di timida riapertura è i tanti bar che portano il suo logo e servono i suoi prodotti.

Quei bar a cui, durante queste settimane di lockdown, l’azienda ha provato a dare segnali positivi promuovendo un servizio di colazione a domicilio su ruote, via Apecar, fermato dal Comune di Torino. “Noi noi non volevamo certo fare concorrenza sleale ai nostri clienti bar”, dice Carolina Vergnano, che sulla vicenda si è già più volte espressa e non ha piacere di ritornare. “Volevamo dare un messaggio, dire che si poteva fare: tant’è vero che 170 dei nostri clienti hanno iniziato dopo la nostra iniziativa a fare delivery di caffè”.

La burocrazia, a volte, non va d’accordo con la creatività. Per questo oggi Carolina Vergnano vorrebbe chiedere più agilità alle istituzioni, perché “in questo momento bisogna essere veloci per ottenere risultati”.

Come avete affrontato la situazione in queste settimane di lockdown?
“Abbiamo provato a tenere la testa alta, tenendoci impegnati in piccoli progetti di comunicazione, sul web, migliorando le procedure interne. L’imperativo era non mollare e utilizzare questo periodo calma per organizzare tutto meglio, generare nuove idee, non perdere la creatività e ripartire meglio di prima”.

Cosa significa per voi, ora, la ripartenza?
“Il fatto che l’Horeca stia piano piano riaprendo, per noi significa riattivare un settore che rappresenta circa il 60% del fatturato”.

Avete già quantificato le possibili perdite subite?
“Sì, sono legate soprattutto al settore Horeca, che era fermo: parliamo di un 50% di fatturato in meno sul quadrimestre”.

Come ha reagito la vostra clientela?
“Chi lavorava con noi ha percepito il grandissimo sforzo che stavamo facendo. Abbiamo davvero visto un innamoramento nei confronti del marchio, e abbiamo toccato con mano una community legata al brand che probabilmente già c’era, ma che fino a ora forse davamo per scontata”.

Su cosa puntate per la ripartenza?
“Stiamo lavorando sui coffee shop del futuro, abbiamo più di 160 monomarca in giro per il mondo. Ci siamo chiesti come saranno, chi e come vorrebbe aprire un coffee shop. Uno dei grandi protagonisti della nostra strategia commerciale nei prossimi mesi sarà l’idea di un coffee shop su ruote, e poi in generale vorremmo lavorare su coffee shop agili, accessibilei a tutti, privilegiando gli spazi aperti dove è possibile”.

Qual è stata la vostra parola chiave in questo periodo?
“Sicuramente coraggio”.

Abbiamo voluto raccontare le storie di alcuni produttori, negozianti, imprenditori di Torino e del Piemonte e di come hanno reagito alla pandemia in corso. Alcuni non hanno mai smesso di lavorare, altri hanno cercato di reinventarsi, tutti hanno dovuto ripensare alla propria attività.

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