La verità, vi prego sull’amore

Qual è la verità sull’amore? La domanda è di quelle da un milione di dollari, ma c’è chi in merito ha una risposta tutta sua. Magari, come diceva il saggio Quelo (mitico personaggio di Corrado Guzzanti), è quella sbagliata, ma se detta con la sicurezza di Enrica Tesio può essere piuttosto convincente. E, sicuramente, non genera illusioni. Il sottotitolo al suo blog di grandissimo successo TiAsMo – La verità, vi spiego, sull’amore , infatti, è – in maniera nuda e cruda – “prima o poi l’amore arriva. E t’in*ula”.

Se cercate un blog tutto rosa, fiori e romanticismo o se siete fan dei gruppi di “mamme pancine” be’, allora il blog di Enrica Tesio decisamente non fa per voi. Eppure, di sentimenti se ne trovano un sacco, come nella vita di qualsiasi donna (e mamma di due bimbi piccoli). L’amore c’è, ma è condito da quel cinismo che spesso funziona come salvagente per galleggiare nella realtà della quotidianità (ecco, se pensate che abbia usato il termine “galleggiare” per caso, è perché non vi siete ancora sintonizzati sull’umorismo in stile Tesio).

Centinaia di commenti ai suoi post, 41mila follower su Facebook, Enrica Tesio ha creato la realtà di TiAsMo quasi per caso, come valvola di sfogo in un momento complicato della sua vita, quello della separazione dal suo compagno. Da lì, inaspettatamente, in pochi anni è arrivato il successo: due libri (“La verità, vi spiego, sull’amore” e “Dodici Ricordi e un segreto”), un film con Ambra Angiolini e Carolina Crescentini (tratto dal suo primo libro), molte collaborazioni e una rubrica su Donna Moderna.

Milioni di blog, milioni di aspiranti influencer: come si raggiunge il successo sul web?
«Oddio, io credo che la storia del mio blog sia un po’ diversa dalle altre, quindi non sono certa di poter essere presa ad esempio. Ho aperto il blog nel 2013, quando ormai la moda era già passata, e tantissimi blog anche illustri erano morti. La verità è che a me non interessava che avesse successo, altrimenti avrei anche scelto un titolo diverso, chessò, uno che potesse leggere anche mio padre.»
E quindi come si spiega il suo successo?
«Probabilmente ho colto delle istanze che c’erano, dando voce a sensazioni e situazioni che forse non aveva ancora raccontato nessuno. Credo che il motivo principale per cui sia piaciuto e piaccia ancora molto è che una voce abbastanza autentica, dove non c’è una vera pianificazione, ma solo la mia vita. Io non sono un’influencer, non faccio sponsorizzazioni, non vendo pubblicità. Racconto e basta.»
Detta in questi termini, sembra quasi che sia un successo nato per caso. Non crede che invece sia merito del suo talento?
«Sicuramente ho una capacità di scrittura, e ho la capacità di mixare nel modo giusto sentimenti, dal divertente al commovente. Ma direi che nel mio progetto la fortuna conta per un buon 50%. Alla fine è una congiuntura astrale, per cui fai la cosa giusta al momento giusto, anche se poi tutto dipende da come gestisci l’occasione. Diciamo che un po’ è culo, un po’ è il culo che ti fai.»
Come si monetizza senza “vendere l’anima al diavolo”, ovvero trasformare il proprio blog in un contenitore di marchette?
«Bisognerebbe chiederlo a chi fa l’influencer per mestiere, e magari lo fa pure bene. Pur non avendo nulla contro le marchette (quelle fatte con trasparenza) io sono abbastanza al di fuori da queste dinamiche, perché ho un altro lavoro e non ho bisogno del blog per guadagnare. Certo, ho monetizzato perché si sono aperte altre possibilità lavorative, il libro, il film, un secondo romanzo. Ma sono contenta che siano stati solo progetti indotti dal blog e non il blog stesso a creare un guadagno: non per una scelta di purezza, è che non vorrei essere schiava dei meccanismi di visualizzazione.»
Il suo blog, “TiAsmo”, è nato in un momento di difficoltà, dopo la separazione dal suo compagno: è vero che si può trasformare una delusione in qualcosa di positivo?
«Nel mio caso le cose sono state così, non ne farei una causa-effetto, perché la verità è che ero in una fase della mia vita di cambiamento in generale. Un po’ è stata casualità, un po’ è stata una cosa fatta alla cazzo una mattina che si è trasformata in qualcosa di molto positivo. Bisognerebbe cominciare a pensare che la vita è fatta a fasi, è fatta di alternanze, con cose belle e brutte che capitano: un po’ sta a noi e alla nostra reazione fronteggiarle. Però sia chiaro: si possono fare cose molto belle in piena felicità.»
Lei ha scritto anche un libro di successo, “La verità, vi spiego, sull’amore”. Davvero si può trasferire sulla carta ciò che funziona in un post? I messaggi possono cambiare mezzo con facilità?
«In realtà il libro non è una rielaborazione successiva del blog. Quando mi hanno chiamato da Mondadori il blog era aperto da poco, quindi alla fine ho scritto le due cose parallelamente. Si tratta di due mezzi molto diversi (a cominciare dal fatto che in un libro devi inserire una trama) ed è difficile farli coincidere. Se devo fare un’autocritica credo che il primo romanzo avesse pregi e difetti di una scrittura molto pop e molto poco studiata, quindi magari ha patito un po’ la vicinanza con il blog. Ci sono cose che risistemerei, ma quelle cose sono probabilmente la forza di quel romanzo .»
La sua chiave è il cinismo, l’ironia. È davvero così nella vita?
«Penso di sì, e infatti mi capita spesso di conoscere persone che magari mi seguivano da un po’ e dopo avermi parlato di persona mi dicono che sono proprio come si erano immaginati. Il blog restituisce un’immagine di mea abbastanza fedele, nel bene e nel male. Quindi sono davvero così, solo più alta.»
Cosa pensi di Torino?
«Ho un legame speciale con questa città, ci ho ambientato due romanzi, e nel secondo la città è davvero molto presente. La risceglierei, mi assomiglia, ha tanti aspetti che mi piacciono e ha un mix di cinismo e malinconia in cui mi ritrovo perfettamente.»

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