ODIO E AMO TORINO: arte e danza

interplay

Parliamo di danza, di spettacolo, di arte, ma soprattutto parliamo d’amore. Perché per la prima volta nella storia di questa rubrica, a confrontarsi su ciò che piace e ciò che non piace della città, è una coppia. Lei è Natalia Casorati, direttrice artistica del Festival Interplay, manifestazione primaverile dedicata alle forme di danza più contemporanea. Lui è suo marito, Andrea Massaioli, artista visivo che usa diversi linguaggi, dalla pittura agli acquarelli, dalla scultura alla ceramica (e non è un caso se lo sentiamo appena prima della settimana dell’arte contemporanea torinese).

Odio Torino perché…
Andrea Massaioli
“Mia moglie mi ha rifilato la parte del diavolo, ed eccovi serviti: odio Torino per tutte le occasioni perse
odio Torino quando cammino in piazzale Valdo Fusi e la vedo innalzata sui lati
odio Torino quando tutte le persone che mi vengono a trovare mi dicono che brutto il grattacielo della Regione
odio Torino quando chiama un bravo architetto che però fa un grattacielo anonimo come un cartoccio del latte vicino a Porta Susa
odio Torino quando passeggio in piazza della Repubblica e confronto il vecchio mercato con quello nuovo
odio Torino perché non ha trovato i soldi per comprare le tre torri di Pomodoro
odio Torino per tutto quello che Gualino ha dovuto sopportare
odio Torino perché la mostra di Carol Rama in vita non è stata fatta alla Gam ma in una fondazione privata e quando si dimentica di artisti come Piero Fogliati
odio Torino quando ammette di essere provinciale e tutti scappano
odio Torino per come ha lasciato morire i Murazzi ma è felice dell’arrivo di Ronaldo
odio Torino perché tutti qui preferiscono criticare Torino perché è più facile odiarla che amarla
odio Torino perché qui non ci sono più soldi e tutti invidiano Milano
odio Torino perché qui ci conosciamo tutti, ci odiamo tutti ma non si litiga mai
odio Torino perché quando sono lontano mi manca il Monviso visto da lontano”

Amo Torino perché…
Natalia Casorati

“Di Torino amo le sua pianta a scacchiera quadrata, per cui non mi perdo mai. Mi dà sicurezza sapere che una parallela sopra o una sotto c’è il luogo dove devo andare, quando per trovare parcheggio mi sono dovuta allontanare troppo. Quando la serata vado a Teatro, e ci vado spesso. O quando vado in qualsiasi altro posto, che non è mai troppo lontano. La città è grande, ma non troppo. E questo mi piace!
Amo girare tutto il centro storico a piedi, anche quando piove, perché posso camminare sotto i portici. Mi dà un senso di sicurezza, la luce delle vetrine, i caffè accoglienti…E poi adoro la collina. Un attimo e sei fuori dal caos. Un momento e sei in un’altra dimensione, un’altra aria, altri odori e rumori. Puoi passeggiare nei boschi per ore, scoprendo sentieri inaspettati dove ci puoi anche vivere, se ti compri una casa lì. Io l’ho fatto. E ci lavoro anche. E la vista pazzesca che hai dall’alto della città, con le montagne maestose che le fanno da sfondo.
E poi Torino ha anche il fiume, che è il più lungo d’Italia. Un fiume importante, su cui puoi navigare e scoprire che Torino vista da lì è ancora diversa. Incredibile, una città che è tante città assieme. Mi piace!”

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